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PALAZZO CELIO

La Provincia chiude il pozzo derivati

Votato l’accordo con l’istituto di credito. Il presidente Ferrarese: “Atto dalla valenza storica”

La Provincia chiude il pozzo derivati

La Provincia di Rovigo ha messo la parola fine al nodo dei derivati che per anni hanno tenuto in scacco i bilanci dell’ente. Venerdì, con l’approvazione all’unanimità da parte del consiglio provinciale di una delibera contenente lo schema di accordo transattivo con banca Intesa Sanpaolo, operazione che il presidente di palazzo Celio Enrico Ferrarese ha definito, senza mezzi termini, “storica, tutt’altro che semplice e scontata” dalla “valenza politica talmente alta che forse qualcuno se ne accorgerà tra 10 anni”, è arrivato al capolino uno spinoso capitolo che si è trascinato per vent’anni.

Non a caso i derivati nel 2014 sono stati vietati dal governo, viste le enormi perdite che hanno causato ai bilanci degli enti locali. Ad esporre all’aula lo schema di accordo transattivo, ma solo nei termini più generali dato che buona parte della documentazione trasmessa ai consiglieri è secretata, è stato il consulente al quale la Provincia si è rivolta, ossia Enzo Faro di Finance Active, il quale ha dapprima ricostruito la storia dei contratti finanziari che palazzo Celio ha sottoscritto nel lontano 2005.

In sintesi, la Provincia di Rovigo ha sottoscritto negli anni 2005 e 2006 cinque contratti derivati, o swap, con la Banca Opi spa poi anche Biis spa ed oggi Intesa Sanpaolo spa. Tre dei cinque contratti sono stati successivamente estinti anticipatamente. Inoltre, la Provincia ha annualmente acquistato titoli di Stato, dovendo garantire la ricostituzione integrale della provvista di rimborso finale del prestito obbligazionario, in seguito alla chiusura di un precedente swap di ammortamento. Dopo una serie di vicissitudini, legate anche all’andamento del mercato e all’oscillazione dei tassi variabili, oltre che ad una serie di altre operazioni finanziarie, la Provincia è arrivata ad oggi.

Attualmente palazzo Celio ha in essere un buono obbligazionario provinciale, detto anche Bop, di oltre 41 milioni di euro, “frutto di tre distinte emissioni in tranche effettuate nell’arco temporale 28 dicembre 2005-28 dicembre 2006 è stato spiegato - e di una riduzione avvenuta in data 28 dicembre 2014. In considerazione dei titoli emessi con modalità di rimborso in soluzione unica alla scadenza, la normativa di riferimento prevede l’obbligo di affiancamento di un accantonamento da un fondo d’ammortamento oppure da un contratto swap di ammortamento”. A seguito di una trattativa durata quasi tre anni, la Provincia e Intesa Sanpaolo sono arrivate ad una proposta di accordo che si chiude con un saldo positivo per l’amministrazione: “Si chiudono i derivati con un saldo positivo - ha concluso Faro - si vendono i titoli di Stato e si portano a casa le plusvalenze per un ammontare di circa 15 milioni di euro. Inoltre, l’istituto di credito fa una sorta di ‘regalo’ all’ente la cui entità non può essere rivelata. Il tutto va ad abbattere il debito della Provincia da 41 milioni a 15 milioni. Debito che la Provincia salderà ad un tasso fisso di circa il 2%”.

Il tasso fisso è l’ultimo tassello dei vantaggi conquistati dall’ente nella chiusura dell’intera partita. Un risultato di successo che Ferrarese ha accolto con orgoglio e soddisfazione, commentando: “Ritengo si possa parlare di momento epocale che mette in sicurezza e garanzia il bilancio, assicurando un pacchetto di risorse e guardando con lungimiranza anche al futuro e al lavoro di chi siederà dopo di noi tra questi banchi; questa è una scelta che rivendichiamo con orgoglio e che permette di garantire operatività portando vantaggi economico-finanziari”. Positivi anche i commento dei capigruppo sia di maggioranza, ovvero Giovanni Rossi, che di opposizione, Roberto Tovo e Luisa Beltrame.

La seduta ha visto anche la designazione dei componenti supplenti della commissione elettorale circondariale di Rovigo e della II sottocommissione, ossia i comuni dell’ex circondario di Adria: nel primo caso di tratta di Elisa Sacco, mentre nel secondo di Massimo Bondesan, Giuseppe Sissa e Luigino Zanetti, che vanno a integrare le rose di nomi già elette in precedenza, in occasione dell’ultima assemblea.

A chiudere i lavori, ok alla variazione al bilancio per maggiori trasferimenti da parte della Regione per il servizio di Tpl, e per l’acquisto di una spazzatrice per ponti, di segnaletica verticale, di un drone per la verifica intradosso, di un software per la gestione manufatti e per la gara di affidamento della polizza antincendio/altri rischi.

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