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Il futuro del Delta parte da qui

Scienza e ricerca calano sul territorio. Il primo regalo sono le “mappe” per le guide turistiche

Il futuro del Delta parte da qui

“Dobbiamo creare consapevolezza, portare la scienza fuori dai laboratori, farla diventare parte del quotidiano del nostro territorio”: è questo il messaggio forte lanciato sabato 12 aprile al Centro Congressi di Rosolina Mare durante la presentazione del progetto Ecosistema Delta – L’Accademia incontra il territorio.

Un incontro significativo, che ha visto seduti allo stesso tavolo rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle associazioni e dei produttori locali, tutti uniti dal desiderio comune di valorizzare e proteggere il delicato ambiente del Delta del Po.

Presenti il sindaco di Rosolina Michele Grossato, il prorettore dell’Università di Padova Antonio Parbonetti, il presidente del Parco regionale Veneto del Delta del Po Moreno Gasparini e Giuseppe Toffoli, presidente della Fondazione Goletta Lab.

Durante l'evento è stato presentato anche Rinasco, un progetto promosso dall’Università di Padova e finanziato nell’ambito della terza missione e dell’iniziativa Open Shance.

“Vogliamo costruire un ponte tra ricerca e cittadini – ha spiegato Luca Bergelloni, direttore del Dipartimento di Biomedicina comparata e alimentazione dell’Ateneo padovano – Uscire dai laboratori per ascoltare il territorio, per imparare da chi ci vive ogni giorno”.

Tra i frutti del progetto, le “mappe del Delta”, strumenti cartacei che uniscono il sapere scientifico a quello esperienziale delle guide del Parco, pensate per accompagnare i turisti lungo percorsi di visita consapevoli, dove ogni angolo racconta una storia condivisa tra natura e ricerca.

Il Delta del Po, però, è anche un territorio fragile, dove l’impatto dei cambiamenti climatici è tangibile. Lo ricorda Bergelloni, che da anni lavora nella zona su progetti legati all’adattamento di specie come vongole e ostriche: “Le mareggiate, l’innalzamento della salinità o specie aliene come il granchio blu cambiano gli equilibri. Noi possiamo aiutare con la scienza, sperimentando soluzioni insieme ai produttori”.

Un approccio confermato dal presidente del Parco, Moreno Gasparini: “Lavorare a quattro, sei mani con enti, università e consorzi è oggi imprescindibile. Solo così possiamo affrontare le sfide ambientali e garantire un futuro al nostro territorio”.

Gasparini ha anche sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni: “Vederle impegnate, pronte a costruire attività legate al territorio, è la nostra chiave di lettura e salvezza. Anche loro stanno insegnando qualcosa a noi”.

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