VOCE
IL CASO BIOGAS
18.04.2025 - 06:00
Nuova assemblea del Consiglio di bacino, stesso ordine del giorno della settimana scorsa e, alla fine, stesso risultato: numero legale non raggiunto. Intanto Ecoambiente va avanti con la procedura di insediamento dell’impianto a biometano secondo le tappe previste.
E’ questo, in sintesi, l’esito della riunione dei sindaci che è andata in scena giovedì pomeriggio nella sede dell’ente in viale della Industrie. All’attenzione delle amministrazioni comunali lo stesso punto all’ordine del giorno messo in esame venerdì scorso: la conferma del “modello impiantistico previsto nel piano d’ambito del Consiglio di bacino Rovigo e conferma dell’impianto assentito dal provvedimento autorizzatorio unico (Pau)” autorizzato dalla determina della Provincia lo scorso 31 marzo.
In altre parole: i sindaci erano chiamati a votare, ancora una volta, la conferma dell’impianto che Ecoambiente ha in progetto di realizzare a Sarzano per la produzione di biometano. Impianto che sarà alimentato con la frazione del rifiuto umido, il cosiddetto “Forsu”, e con gli sfalci del verde prodotti dai cittadini polesani e che ha scatenato, a livello politico, una nuova guerra dei rifiuti. Proprio come avvenuto venerdì scorso, secondo un copione già scritto, l’assemblea convocata dal presidente del Consiglio di bacino Tiziano Menon è durata una decina di minuti o giù di lì: constata la mancanza del numero legale, la riunione è stata sciolta. Ma anche se il risultato è stato lo stesso della precedente, nel merito alcune differenze ci sono state. Le amministrazioni presenti sono state un numero inferiore, ovvero solo sette, e nessuna in presenza ma solo collegate in videoconferenza.
I presenti sono stati: il consigliere Emanuela Beltrame per Adria, il vicesindaco Stefano Segantin per Badia Polesine, il sindaco Federico Ragazzi di Castelmassa, il sindaco Francesca Zeggio per Lendinara, il presidente Menon per Rovigo, il sindaco Anna Gotti per Trecenta e il sindaco Pierpaolo Barison in rappresentanza di Villadose.
E se il numero dei presenti è stato ben lontano dal numero minimo di 26 richiesti per il quorum, sul fronte delle quote millesimali rappresentate non è andata affatto meglio: solo 444 rispetto al minimo previsto di 501. “L’assemblea non ha il quorum costitutivo, la chiudiamo qui – sono state le parole di Menon per dichiarare chiuso il vertice - apprezzo chi è intervenuto perché si dovrebbe sempre partecipare. Per noi vale quello che ci siamo detti l’altra volta”.
Intanto venerdì i sindaci sono chiamati ad un nuovo incontro: alle 11 è fissata l’assemblea di controllo analogo di Ecoambiente, l’altra strada che il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin ha deciso di intraprendere per fermare l’iter verso la realizzazione dell’impianto. Ma stando alle previsioni della vigilia, l’esito non sarà diverso da quello di giovedì. Nel caso di quest’ultimo organismo, però, il numero legale è fissato a 30 presenti e 600 quote.
In tutto questo, giovedì è stata l’occasione anche per scambiare due parole con l’amministratore delegato di Ecoambiente Nadir Destefani mentre lasciava la sede dell’azienda che è adiacente a quella del Consiglio di bacino. “Non ho motivi per dimettermi, con il consiglio di amministrazione stiamo lavorando bene, c’è molta collaborazione” ha affermato in riferimento al voto contrario espresso durante il cda di martedì scorso sulla delibera, approvata comunque grazie al voto favorevole del presidente Pier Paolo Frigato e del consigliere Chiara Turolla, che stabilisce l’aggiudicazione della fornitura, installazione e messa in esercizio dell’impianto.
Destefani ha poi ribadito che la procedura di insediamento a questo punto è segnata: “Ecoambiente, a meno di un voto contrario da parte dei sindaci, è obbligata a proseguire lungo la strada già segnata dell’affidamento - ha chiarito - non si può fare diversamente, perché si sta parlando di una procedura pubblica, con una gara d’appalto pubblica per una azienda pubblica. I vari passaggi non hanno date stabilite: l’appaltatore individuato dovrà costituire l’associazione temporanea di imprese, seguirà l’affidamento vero e proprio con la firma dei contratti perciò l’inizio dei lavori non sarà immediato anche se abbiamo tempistiche serrate da rispettare per concludere l’opera”.
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