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Economia

La Pasqua frena le assunzioni: -10,1%

Rallentamenti nel mercato occupazionale, ma può essere anche un “effetto ponte”.

La Pasqua frenata le assunzioni: -10,1%

Anche senza bonus, buone performance registrate nelle costruzioni

Il bilancio occupazionale in Polesine resta con il segno più, ma emergono ulteriori segnali di rallentamento con le assunzioni che a marzo hanno fatto registrare un calo percentuale a doppia cifra rispetto a marzo 2024, -10,1%, passando da 2.414 a 2.169, quindi con una flessione di 245 contratti in valore assoluto. Il bilancio occupazionale, tuttavia, vede una flessione meno pesante, perché calano anche le cessazioni di contratti e, quindi la differenza finale è di 459 contratti in più nel mese, “solo” 155 in meno rispetto a un anno fa, quando il bilancio era stato in attivo di 614 contratti. Più ampio il divario con il marzo del 2023, quando il saldo mensile era stato pari a 772 posizioni lavorative in più.

Il rallentamento interessa tutto il primo trimestre dell’anno, con le assunzioni fra gennaio e marzo che assommano a 7.962, rispetto alle 8.365 dello stesso periodo del 2024 e anche alle 8.111 del 2023. Con il saldo occupazionale trimestrale che scende a 1.228 dopo che nel 2024 era stato 1.685 e nel 2023 1.784.

E’ questo quello che emerge dall’ultimo report di Veneto Lavoro sul mercato occupazionale in Veneto, con il dato regionale complessivo che vede “nei primi tre mesi del 2025 il bilancio del mercato del lavoro dipendente privato in Veneto positivo per 21.300 posizioni di lavoro. Il saldo del trimestre rimane inferiore a quello dell’analogo periodo dell’anno precedente (+28.700 unità) per via dei risultati del mese di marzo, che risente degli effetti di calendario prodotti dalla differente cadenza delle festività pasquali (che l’anno scorso cadevano, appunto, a marzo, ndr)”. A marzo le attivazioni contrattuali sono state 51.800, il -11%, concentrata nelle attività del turismo e influenzata dal posticipo al mese successivo dell’avvio della stagione turistica”.

Il saldo relativo ai primi tre mesi dell’anno, pur positivo, eccezion fatta per Belluno (-1.300 unità), è in calo rispetto all’analogo periodo del 2024 in tutte le province, soprattutto a Verona e Venezia. Il calo della domanda di lavoro nel trimestre si concentra a Verona (-8%), Belluno (-7%), Vicenza (-5%), Padova (-5%) e Rovigo (-5%).

“Nell’ultimo mese concluso il bilancio è pressoché ovunque positivo (tranne a Belluno) ma si attesta su valori inferiori rispetto a quelli registrati nell’analogo mese del 2024; rimane sostanzialmente stabile solo a Treviso e Vicenza. Il flusso delle assunzioni è risultato in contrazione in tutti i territori, in particolare a Verona (-20%) e Venezia (-12%)”. I risultati osservati nel trimestre, si conclude, da un lato risentono del posticipo delle attivazioni contrattuali a termine, dall’altro continuano ad essere trainati dal rafforzamento del tempo indeterminato che prosegue a crescere grazie all’incremento delle trasformazioni dal tempo determinato e beneficiando di una continua riduzione delle cessazioni, ancora marcata in alcuni ambiti del manifatturiero anche per via del ricorso alla Cassa Integrazione. Per quanto riguarda nello specifico il comparto industriale, a marzo si osserva una modesta crescita delle posizioni di lavoro, riconducibile ancora una volta alle buone performance registrate nelle costruzioni. Nel metalmeccanico il saldo è di poco positivo, ma migliora rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; nel made in Italy le dinamiche osservate a marzo confermano soprattutto la contrazione già rilevata nel tessile-abbigliamento.

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