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ARIANO NEL POLESINE

25 aprile, esplode la polemica

La replica di “Siamo Ariano”: “Solo attacchi social, il confronto istituzionale è assente da anni”

25 aprile, esplode la polemica

La replica di “Siamo Ariano”: “Solo attacchi social, il confronto istituzionale è assente da anni”

Il 25 aprile, giornata simbolo della Liberazione e della rinascita democratica, si è trasforma ad Ariano nel Polesine in un campo di battaglia politica. A poche ore dal termine delle celebrazioni ufficiali, infatti, la maggioranza ha puntato il dito contro la minoranza, accusandola di assenza durante le commemorazioni ufficiali nelle frazioni.

“In questi giorni i nostri amministratori e consiglieri comunali si sono impegnati a portare la loro testimonianza in tutte le numerose frazioni del nostro esteso comune, perché è un dovere di riconoscenza ricordare chi ha permesso 80 anni fa, la nascita della nostra Repubblica Democratica - scrivono -. Coinvolgere i ragazzi delle scuole è una necessità perché la memoria deve essere assicurata anche per il futuro. Anche questa è una responsabilità di chi è stato eletto in rappresentanza degli Arianesi. I nostri rappresentanti ce la stanno mettendo tutta, ma la minoranza dov’è?”.

L'assenza della minoranza a questi eventi, dunque, non sarebbe passata inosservata, tanto da essere stigmatizzata pubblicamente sui social: “Nessuno di loro si è visto - continuano - e anche loro sono legittimi rappresentanti degli Arianesi, tenuti a partecipare alle iniziative che testimoniano l’esistenza della nostra comunità, al di là delle appartenenze politiche. E non possono reggere le giustificazioni usate per disertare i consigli comunali, perché oggi è festa nazionale e la maggior parte delle persone non ha impegni di lavoro.”. Tra le righe del messaggio, anche un riferimento a “oscenità diffuse sui social” che, a detta della maggioranza, lasciano pensare male sulle motivazioni reali delle assenze.

La replica del gruppo di minoranza “Siamo Ariano” non si è però fatta attendere e ha alzato ulteriormente il livello dello scontro politico. Secondo il gruppo di opposizione, si tratta dell'ennesima uscita social alla ricerca di visibilità da parte del “più illustre rappresentante” dell’amministrazione, accusato di preferire i post su Facebook al vero confronto istituzionale. Con tono sarcastico, i consiglieri di minoranza hanno citato le parole del presidente del Consiglio comunale sulla democrazia fondata sul rispetto e sul dialogo, ribaltando però l'accusa: “A questo punto ci chiediamo se la minoranza faccia comodo solo durante le celebrazioni perchè a quanto ci risulta il primo cittadino dalle scorse elezioni evita sistematicamente il confronto - replicano -, nemmeno una banale risposta via Pec alle nostre richieste tanto da dover chiedere lumi a sua eccellenza il Prefetto di Rovigo”. Non sono mancati affondi più pesanti: “La miseria è maestra d’ingegnosità”, scrivono i consiglieri, rimandando al mittente le accuse e ribadendo il loro impegno a continuare l’ascolto dei cittadini nelle frazioni, come già fatto nei mesi scorsi. “Per noi al momento le priorità lavoro per i dipendenti della ditta Regnoli, una sede ente parco utilizzata in maniera impropria, erba alta in ogni dove. Vedremo se vi sarà un confronto su questi ed altri temi”.

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