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A Porto Viro 4 in corsa... e un giallo thailandese

Ieri il deposito delle liste: 58 per un posto in consiglio, intrigo internazionale su Capanna

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Il Comune di Porto Viro

Ieri il deposito delle liste: 58 per un posto in consiglio, intrigo internazionale su Capanna

Presentate le liste che correranno alle comunali di Porto Viro. Quattro, ma con un vero e proprio intrigo internazionale e altre sorprese che hanno reso la giornata “scoppiettante” per gli osservatori esterni.

Come preannunciato, alle elezioni del 25 e 26 maggio a Porto Viro, unico Comune al voto in Polesine in questa tornata di amministrative, per la decadenza a ottobre del sindaco eletto Valeria Mantovan dopo la nomina ad assessore regionale, si sfideranno quattro liste, a sostegno di altrettanti candidati sindaco. Da sorteggio, in ordine di comparizione sulla scheda, si tratta di: Armida Panizzo, da 25 anni nella pubblica amministrazione e attualmente dipendente del Comune di Porto Tolle con Porto Viro al Centro composta da 12 candidati consigliere; il già sindaco ed attuale sindaco reggente Thomas Giacon con Porto Viro Sei Tu e 14 candidati consigliere; Stefano Permunian, brigadiere capo dei carabinieri in quiescenza, presidente del consiglio e segretario cittadino di FdI, candidato ufficiale di FdI, Forza Italia, Udc e Lega con Porto Viro Sicura e 16 candidati consigliere; l’ex comandante della polizia locale, attivista e consigliere comunale di opposizione Mario Mantovan con Viva Porto Viro con 16 candidati.

Tutto come da previsioni, dunque? Dire di sì sarebbe riduttivo per spiegare quello che è accaduto nella giornata di ieri, perché non sono mancati i colpi di scena al momento del controllo di tutti gli atti da parte della commissione elettorale circondariale. Il primo e più curioso passa dalla Thailandia.

L’assessore leghista Michele Capanna, infatti, in questo momento si trova con la moglie Stefania Tescaroli e i figli nel Paese del sudest asiatico, fra spiagge tropicali e Buddha giganti. Il suo nome figura fra i 16 che compongono la lista di Permunian. Ma al momento della consegna degli incartamenti mancava la firma di Capanna sull’accettazione della candidatura. Firma che è stata apposta all’ambasciata di Bangkok, aprendo però un caso giuridico sulla possibilità di una sua validità.

La commissione elettorale circondariale ha infatti dovuto valutare attentamente il caso e, sulla base della giurisprudenza, in particolare per un caso analogo, ha alla fine, a sera inoltrata, accolto la candidatura. Gli altri tre candidati sindaci hanno preannunciato ricorsi, anche se, a quanto pare, il ricorso sarà presentabile solo dopo il voto, in caso di elezione di Capanna.

L’altra sorpresa, che non è di ieri ma che ieri è emersa a rendere ancora più esplosivo il clima, è l’iscrizione dall’inizio del mese di Giacon alla Lega. Probabilmente un passaggio per rientrare all’interno della coalizione dell’attuale maggioranza che, invece, gli ha chiuso la porta in faccia, così come all’assessore Roberto Luppi, iscritto a Forza Italia.

Ecco, allora, che seppur i simboli di Lega e Forza Italia siano ufficialmente apposti alla lista Porto Viro Sicura di Permunian, nella quale oltre alla conferma di Alessia Tessarin e di Chiara Bovolenta è entrato anche l’ex sindaco Doriano Mancin, anche lui di Forza Italia, l’ex sindaco e attuale vicesindaco Giacon ha nella sua lista leghisti e forzisti, a cominciare proprio dall’assessore Luppi. Se Permunian si propone come l’uomo della stabilità e della sicurezza, Giacon si definisce come “uomo del fare”.

Centrodestra diviso in due, dunque? No, in tre, perché oltre alle due liste nate dall’attuale maggioranza, nel campo del centrodestra si colloca anche la lista Porto Viro al centro di Panizzo, già vicina all’area dell’ex assessore regionale Isi Coppola. Una lista che si propone agli elettori come civica e in contrapposizione con chi ha governato la città in questi anni e che ha nelle proprie fila, oltre a tanti volti nuovi, l’ex consigliere Luca Guolo, dimessosi proprio in rotta contro l’attuale maggioranza.

In una prospettiva civica, ma con un “campo largo” che guarda sia al centrodestra che al centrosinistra c’è poi la lista di Mantovan, che insieme al consigliere ed ex presidente del consiglio Adam Ferro, si inserisce nel solco dell’esperienza dell’amministrazione di Maura Veronese e che ha, oltre a tante persone alla prima esperienza in politica, volti noti come l’ex assessore Pd Marialaura Tessarin e il già presidente del consiglio Ivano Vianello, ma anche l’ex candidato sindaco a 5 Stelle Sante Crepaldi.

Fra le sorprese anche il passo indietro dell’ultimo minuto di un candidato della lista di Panizzo, che da 13 è scesa così a 12 candidati, il minimo, e dall’esclusione di una candidata dalla lista di Giacon per un problema legato all’iscrizione nelle liste elettorali.

Ora, però, dopo le sorprese, si apre la partita fino al verdetto delle urne.

Alle ultime elezioni, nel giugno 2022, i voti validi sono stati 6.997, meno di 7mila, divisi fra le due sole liste allora in corsa, quella a sostegno del sindaco uscente Maura Veronese e quella a sostegno dell’ex assessore della giunta Veronese Valeria Mantovan, con la seconda che ottenne 3.945 voti, il 56,88%, rispetto ai 3.052 voti, pari al 43,62% della prima. Ora, però, i numeri cambiano. Perché, anche tenendo per stabile il numero degli elettori, sempre attorno ai 7mila, i voti vanno divisi per quattro. E, teoricamente la “soglia vittoria” rischia di essere dimezzata rispetto a tre anni fa.

In tutto sono 58 i candidati per i 16 scranni di consigliere comunale. Quindi, considerando i quattro candidati sindaco, la corsa riguarda 62 persone. Un candidato ogni 221 portoviresi, considerando che i residenti cdi tutte le età, con il dato Istat al primo gennaio scorso, risultano 13.723. Se si considerano i maggiorenni, 12.015, la proporzione sale a un candidato ogni 194 elettori.

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