Cerca

DA ROMA

I giovani polesani da Papa Francesco, “Cresciuti con lui”

I giovani polesani da Papa Francesco, “Cresciuti con lui”

Non abbiamo accolto un uomo morto, ma un Papa vivo”: è la dirompente verità che più di 300 giovani della nostra diocesi stanno vivendo, in queste ore, in una Roma che ieri ha visto un evento storico, difficile da dimenticare quanto necessario da ricordare. Dalle colonne del baldacchino dove Francesco giaceva da tre giorni, a quelle che hanno abbracciato i più di 250mila fedeli alle esequie in piazza, fino a quelle dispiegate, a destra e sinistra, lungo il percorso di 6 chilometri tra il Vaticano e l’Esquilino, anche i giovanissimi del Polesine erano presenti per partecipare al Giubileo degli adolescenti.

La tre giorni, iniziata il 25 aprile, non è stata rimandata nonostante la morte del Papa, anzi, si può dire che forse ne è uscita ancora più indimenticabile, un ricordo commosso e un’indelebile certezza per tanti di quei ragazzi: Francesco era il loro papa, quello che li ha accompagnati in questi anni di crescita.

Siamo cresciuti con lui”, spiegano i gruppi giovani delle parrocchie diocesane presenti. Se ci si aspettava un clima di festa tradito, di sobrietà e poca gioia vista la triste notizia, in realtà è stato il contrario, l’ha d’altronde dimostrato il corteo di fedeli che ha accompagnato il Papa fino a Santa Maria Maggiore. Il sole, gli applausi, le lacrime, quella papa mobile che sembrava trasportasse Francesco seduto, non disteso, vivo in mezzo alla gente, non defunto.

La notizia della scomparsa ci ha fatto tremare la terra sotto i piedi, era il Papa preferito per tanti di noi giovani” spiega Giulia Roncagalli del Gruppo Agesci Polesella 1, insieme a altri quattro giovani del noviziato scout, continuando: “Venire al Giubileo per noi è stato anche un modo per omaggiare il Papa; tutti questi giovani, tutto questo clima di gioia non fanno altro che testimoniare quello che lui ha fatto. Ci ha lasciato tante cose belle, il primo frutto è questa giornata: stiamo sperimentando una comunità cristiana viva”.

A loro si sono uniti altri gruppi scout della provincia, come il riparto Fse Sant’Agnese, Gruppo Canaro 1: “E’ una gioia essere a Roma e poter conoscere altri ragazzi provenienti da diverse parti del mondo, poter passare dalla porta santa della basilica di San Paolo Fuori le Mura, fino al trovarci qui nel giorno dei funerali di Papa Francesco”, spiega Gabriella Bianchini.

Tra la tensostruttura allestita nel parco di Centocelle e gli altri punti di accoglienza alla Nuova Fiera di Roma, alla Cecchignola e a Santa Maria della Pietà, molti giovani sono ospiti anche delle parrocchie della capitale. E proprio queste sono partite anche dal nostro territorio, coprendo tutta l’area dall’Alto al Basso Polesine. Tanti anche i fedeli che hanno voluto essere a Roma proprio ieri, un esempio la quarantina di parrocchiani di san Bortolo, guidati don Andrea Varliero: “Dopo l’attraversamento della porta Santa a San Paolo - spiega - abbiamo celebrato la messa nella cornice di Santa Maria in Trastevere, in comunione con i tanti fedeli giunti qui per il funerale del Papa”.

E ancora, tanti anche i gruppi che si sono uniti nel pellegrinaggio diocesano, da Adria a Badia, come quello dei 23 ragazzi con gli animatori e i frati cappuccini di Lendinara: “Molti erano commossi nel vivere questo momento anche per quello che è accaduto in queste ore al Papa”, commenta fra Ado Baruffa.

Largo spazio anche al volontariato provinciale con la Croce Verde di Adria che ha prestato servizio al funerale solenne in piazza San Pietro.

Dopo gli eventi di ieri, quest’oggi le centinaia di ragazzi polesani saranno proprio a San Pietro per la messa giubilare anche a suffragio di Bergoglio: un Papa che, di quella gioia vissuta dai giovani, sarebbe andato fiero.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400