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LA GIORNATA MONDIALE

Sul lavoro sei infortuni al giorno

“La sicurezza non è un obbligo formale, ma un impegno verso chi ogni giorno costruisce valore”

Sul lavoro sei infortuni al giorno

Sei infortuni sul lavoro al giorno, ogni giorno, festivi compresi. Sono le dimensioni, impressionanti, del fenomeno, soltanto nella nostra provincia. Lo dicono i numeri delle denunce presentate all’Inail lo scorso anno: 2.192 gli infortuni sul lavoro registrate in Polesine nel corso del 2024. D’accordo, il numero più basso di tutto il Veneto, dove sono stati complessivamente 70.186 gli infortuni. Ma, comunque, tantissimi: sei, appunto, le persone che si fanno male al lavoro, tutti i giorni, nella nostra provincia. Nel 2024, registrato invece un solo infortunio mortale in Polesine. Ma il fenomeno non va, assolutamente, sottovalutato. E proprio per questo, per riflettere e tenere alta l’attenzione sulla questione, oggi si celebra la Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro.

Un’occasione, anche, per fare il punto sull’ampiezza del problema. In Veneto, lo scorso anno, ci sono stati 79 morti sul lavoro: di questi, 54 durante il lavoro e 25 in itinere. Un quarto del totale è costituito da stranieri; otto, invece, le donne. A livello di province, è Verona, con 22 decessi, a mettere la maglia nera. Ben 16 i morti sia in provincia di Padova che in quella di Venezia, 14 a Treviso, 6 a Vicenza, quattro a Belluno. Soltanto un decesso in Polesine. Ma attenzione: quest’anno sono già tre i lutti che hanno interessato la nostra provincia, anche se soltanto uno risulterà contabilizzato nelle statistiche. Il 25 febbraio, a Villa Barotolomea, provincia di Verona, ha perso la vita l’autotrasportatore 35enne Thomas Gobbi, residente a Merlara, in provincia di Padova, ma originario di Badia Polesine. Il 17 marzo, sulla A13, tra Villamarzana e Rovigo, un furgone ha travolto e ucciso un operaio straniero, residente in provincia di Mantova, che stava lavorando a un cantiere stradale. Pochi giorni dopo, il 21, a Codigoro, in provincia di Ferrara, Marius Bochis, 41 anni, padre di famiglia, residente a Ceregnano, è caduto da un silos durante un intervento ed è morto.

Innumerevoli, invece, gli infortuni con esito non mortale. Sono stati 2.192, appunto, lo scorso anno. Il valore più basso del Veneto: 2.965 gli infortuni a Belluno, 12.011 a Venezia, 12.923 a Treviso, 13.090 a Vicenza, 13.204 a Padova e ben 13.801 a Verona, anche in questo caso maglia nera.

A livello di comparti, oltre 18mila gli infortuni, in Veneto, nell’industria; quasi 14mila quelli nel terziario, poco meno di 6mila quelli nel comparto artigiano. E proprio Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, commenta: “Il trend per il nostro settore si conferma positivo, siamo a -8,1% di infortuni rispetto al 2024, intanto guardiamo con interesse all’accordo Stato-Regioni siglato lo scorso 17 aprile, atteso da anni, che, purtroppo, continua a puntare sulla quantità e non sulla qualità degli interventi”.

Una peculiarità dell’impresa artigiana - conclude - è proprio la centralità della persona: spesso si tratta di realtà dove il titolare lavora fianco a fianco con i dipendenti, con cui condivide non solo lo spazio, ma anche responsabilità, competenze e passione. Le nostre sono botteghe-famiglia, dove il datore di lavoro è l’ultimo a lasciare il cantiere o l’officina. In questo contesto, la sicurezza non è un obbligo formale, ma un impegno autentico verso chi ogni giorno costruisce valore con le proprie mani”.

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