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LE TESTIMONIANZE

“Vissuta una pagina di storia”

I polesani a Roma: “Una giornata che non dimenticheremo. E Papa Francesco resterà per sempre nei nostri cuori”

“Vissuta una pagina di storia”

“Buonasera! Grazie per aver viaggiato, per aver camminato, e grazie di essere qui!”. Parlava così Francesco, nell’incipit del suo discorso, alla folla sconfinata di giovani della Gmg di Lisbona 2023. E chissà se l’avrà pensato anche nelle scorse ore, dall’alto di una piazza san Pietro brulicante, traboccante di vite: tante quelle polesane, altrettante quelle giovani. In quegli attimi erano infatti più di 300 gli adolescenti della diocesi di Adria-Rovigo giunti nella città eterna per il concomitante Giubileo, altrettanto numerosi coloro che non hanno voluto mancare alla messa esequiale di Papa Francesco. Sotto il sole e la temperatura mite di un’estate romana già vicina, c’erano anche don Silvio Baccaro, i sindaci di Costa e Villamarzana, Gian-Pietro Rizzatello e Daniele Menon, oltre a tanti ragazzi arrivati il 25 aprile. “E’ stata un’esperienza unica - racconta Matteo Barin di Lusia - abbiamo avuto modo di partecipare alla funzione per poi ricongiungerci con il gruppo diocesano a San Paolo fuori le mura nel pomeriggio di sabato. Il funerale è stato un momento, per me, di gioia velato da un po’ di tristezza, di speranza e ringraziamento per ciò che è stato Francesco”.

Segue Mattia Stroppa: “Mi avrebbe fatto piacere vederlo tra noi al Giubileo, se ci avesse accompagnato anche in queste giornate, tuttavia, sono felice di essere cresciuto con lui. Non lo dimenticherò”. Come non si poteranno facilmente scordare neppure i molteplici gesti, le tante immagini - alcune benché non risolutorie dei conflitti, senz’altro storiche - le molte persone. Da quelle transgender, a quelle profughe, vittime, carcerate, umiliate: a scalzare la porpora di piazza san Pietro c’erano loro, quasi timidamente ai cancelli di Santa Maria Maggiore, in una miriade di fedeli.

“Ci sono stati momenti in cui si era in 200mila persone ma in silenzio comune, mi ha percorso un brivido vedere come, per una sola persona, tutta la folla fosse stata capace di stare zitta” annota Alessandro Furianidi Fiesso Umbertiano. E ancora, Riccardo Agnolini, sempre di Lusia: “Ho pensato che stavamo vivendo un momento storico, qualcosa di emozionante, che non si vede tante volte nella vita. Mi resterà per sempre”.

Forse molti nemmeno se lo sarebbero aspettato di vedere così tanti giovani in un giorno solenne e mesto. Affollatissima la zona intorno a San Paolo come anche quella vicino al Vaticano, forse è stata proprio questa la ventata di novità di Francesco, come spiega don Enrico Schibuola, parroco di Lusia e Cavazzana: “Quando lunedì si è appresa la notizia, dispiaceva andare a Roma senza porgergli un saluto, ho pensato fosse una bella occasione, anche per i ragazzi patirti con me per il Giubileo diocesano, di vedere l’universalità della Chiesa per un evento, come il Giubileo, che si ripete ogni 25 anni. Essere al funerale fa capire come l’insegnamento di Francesco si valido su tutto il mondo. Mi auguro che questo momento resti nel cuore”.

Tanta contentezza e gratitudine l’hanno respirata anche gli adolescenti di Adria: “Fino alla messa di ieri mattina in piazza San Pietro, sono stati tutti momenti unici” annota don Nicolò Grandesso. Attimi come quello del corteo fuori dal Vaticano - mai visto prima dai tempi di Pio IV, in tutt’altro contesto - in cui Francesco, ancora con le scarpe nere, con quelle solite suole consunte, è andato alle “periferie”, instancabilmente incontro a quei giovani; e loro lo aspettavano.

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