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Adria

I sacrifici per avere 80 anni di pace

Paggioro: “Doverosa memoria dedicata agli uomini e alle donne che combatterono e morirono”

I sacrifici per avere 80 anni di pace

Appena si mette piede nella mostra storico documentaria “1945-2025: 80 anni di pace” nell’ex scuola di Ca’ Emo, sembra quasi di sentire le parole di Papa Francesco, all’inizio di “Spera” la sua autobiografia: “Mentre Dio porta avanti la sua creazione e chiama tutti noi a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge ogni cosa. Perfino quello che Dio ha creato di più bello: l’essere umano”.

E passeggiando tra i padiglioni della mostra, soffermandosi ai banchetti, osservando documenti, foto, cimeli e oggetti della Seconda guerra mondiale emerge in tutta la sua mostruosità l’orrore della guerra, impressa in quei volti di giovani e meno giovani.

L’esposizione rimarrà aperta fino a domenica prossima, tutti i giorni con il seguente orario: 10 -12; 16-19; 21-23 con ingresso libero. E’ stata organizzata dall’associazione culturale don Giuseppe Tinello in sinergia con la biblioteca frazione, quindi in collaborazione con la Sala Storica alpini di Albignasego e il gruppo alpini adriesi, gode del patrocinio della Città di Adria. Curatore Giosuè Paggioro. La mostra è stata inaugurata alla presenza dell’assessora Vittoria Paccagnella e dei consiglieri comunali Simone Ceccarello e Luigi Fornaro, quest’ultimo delegato del sindaco per la frazione. Inoltre è intervenuto il parroco don Mario Bruson che ha impartito la benedizione.

“Abbiamo ritenuto doveroso – spiega Giosuè Paggioro - ricordare l’80^ anniversario della Liberazione ma soprattutto rendere onore ai Caduti del nostro paese e ai reduci che combatterono in varie parti dell’Europa” E puntualizza: “Questa non vuole essere una esaltazione della guerra, ma una piccola testimonianza della sua assurdità e della sua tragedia, cose che purtroppo stiamo assistendo anche in questi tempi. Questa iniziativa vuole essere una doverosa memoria dedicata agli uomini e alle donne che, in quella guerra, combatterono, soffrirono e morirono”.

Prosegue il curatore: “La 2^ Guerra mondiale causò circa 70 milioni di morti e di questi ben oltre 43 milioni e mezzo furono civili. Fra questi non possiamo non ricordare coloro che furono vittime di un genocidio, soprattutto della Shoah, che fu lo sterminio del popolo ebraico”.

Entrando nello specifico della mostra, Paggioro fa notare che “un piccolo spaccato della 2^ Guerra mondiale può essere visto in questa esposizione che è composta da 12 pannelli che illustrano la storia del conflitto, dalle sue cause alla sua conclusione e a da altri 20 pannelli che ricordano i soldati di Ca’ Emo caduti al fronte o nei campi di prigionia; ai reduci del nostro paese che parteciparono al conflitto e che furono, tutti, dopo l’8 Settembre 1943, fatti prigionieri dai tedeschi e rinchiusi nei campi di prigionia, dove patirono sofferenze indescrivibili.

Quattro pannelli ricordano anche alcune persone di Ca’ Emo che si opposero al Fascismo, alcuni come combattenti e che poi pagarono con la vita il loro coraggio, altri, che seppur non combattendo, manifestarono pubblicamente o privatamente la loro avversione al fascismo”.

Inoltre “abbiamo esposto documenti e foto gentilmente messi a disposizione da privati o rinvenuti in alcuni archivi storici. Come tre anni fa, in occasione della mostra dedicata alla Prima guerra mondiale, abbiamo goduto della preziosa collaborazione degli Alpini della Sala Storica di Albignasego, in modo particolare degli amici Roberto, Alessando e Franco, che hanno messo a disposizione la quasi totalità dei cimeli storici esposti”.

Martedì si è svolta la prima delle due conferenze collegate alla mostra: Osvaldo Pasello ha presentato il libro “Le ali della memoria di Francis Xavier Medina, ha coordinato l’incontro Giosuè Paggioro mentre il consigliere comunale e provinciale Matteo Franzoso ha portato il saluto dell’amministrazione comunale. Il secondo appuntamento è sabato prossimo alle 20,30, sempre nell’ex scuola, è in programma la conferenza “Dal cielo al terra. Guerra aerea sul Polesine a il nord est 1943-45” con relatore Luca Milan, dell’associazione Aerei perduti Polesine.

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