VOCE
Adria
02.05.2025 - 18:00
E’ passato un mese dall’incontro avvenuto a Palazzo Tassoni tra il sindaco Massimo Barbujani e il suo vice Federico Simoni che hanno ricevuto una delegazione di residenti di Carbonara, promotori della petizione per la riapertura del supermercato in via Aldo Moro, chiuso dall’inizio dell’anno. Un mese sul quale è calato il silenzio: nemmeno un minimo “stormir di vento” che possa accendere anche una piccola speranza.
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Ma quei residenti, capitanati da Maria Lodo, non intendono arrendersi ed hanno scritto al primo cittadino per ricordargli “l’impegno dichiarato nell’incontro del 3 aprile di rivederci per fare il punto della situazione sulla riapertura del supermercato e sulle altre iniziative da attivare per andare incontro ai disagi/problemi derivanti dalla chiusura e che ricadono sugli anziani”. Pertanto propongono un nuovo incontro a Palazzo Tassoni per giovedì prossimo 8 maggio alle 9 nell’ufficio del sindaco.
E spiegano: “Crediamo doveroso sapere se c’è qualche manifestazione di interesse da parte di qualcuno per la riapertura del supermercato; in secondo luogo se è già pronto o in via di predisposizione un piano di azioni concrete volte a dare una prima risposta a quelle problematiche che sono venute fuori con la chiusura del supermercato e che pesano in modo particolare sulla popolazione anziana”. Oltre a questo si chiede “se l’amministrazione comunale è interessata o meno a un progetto pilota di iniziative pro-anziani da attivare su tutto il territorio comunale, questione già affrontata nell’incontro precedente sia pure rimasta in termini molto vaghi e generali”.
Quest’ultimo aspetto, infatti, è stato rimarcato con forza nel comunicato diramato da Palazzo Tassoni all’indomani dell’incontro. Ovvero “attivare ogni possibile iniziativa capace di dare risposta alle situazioni di disagio e difficoltà createsi soprattutto tra la popolazione anziana, tra le quali un possibile servizio bus-navetta per rispondere a necessità quali la spesa, le visite mediche, il recarsi in centro per servizi postali, banche, farmacie, alla stregua degli altri quartieri e delle frazioni che sono prive di tali servizi. Un servizio da portare avanti in collaborazione con le associazioni di volontariato e del terzo settore”.
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