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Porto Viro, adesso è dentro o fuori

Oggi i gialloblù vanno nella tana del Real Valpolicella con il minimo vantaggio dell’andata (1-0)

Porto Viro, adesso è dentro o fuori

Oggi i gialloblù vanno nella tana del Real Valpolicella con il minimo vantaggio dell’andata (1-0)

Ci siamo! E stavolta non ci saranno ulteriori prove d’appello. Una tra Porto Viro e Real Valpolicella saluterà l’Eccellenza. Chi ci arriva fisicamente e psicologicamente messa meglio? Difficile dirlo. Per quanto concerne i rossoblù di Andrea Matteoni è facile ipotizzare che tentino quantomeno di segnare almeno un gol (pareggiando dunque quello dell’andata di Francesco Marangon); il che porterebbe questa gara di ritorno ai supplementari e, nel caso il risultato non si sbloccasse, li vedrebbe premiati per la miglior posizione maturata al termine della stagione regolare.

Ma stavolta siamo nel caso delle ipotesi e delle sensazioni anche per quanto riguarda il Porto Viro, visto che la clausura imposta dalla società impedisce di avere la minima notizia in merito. E allora il cronista si permette di dare libero sfogo alla fantasia, immaginando che lo staff tecnico gialloblù abbia potuto pianificare il nuovo (e quarto) faccia a faccia con i veronesi nella migliore condizione possibile. Del resto, il confronto di una settimana fa sul manto di Bottrighe ha confermato che questo Real è altamente alla portata di Manuel Andreello e compagni (si dirà, se hanno terminato il campionato con appena un punto in più rispetto al Porto evidentemente qualche limite strutturale lo debbono avere pure loro…).

Anche se, è bene rimarcarlo, prima della rete dei polesani i pericoli erano arrivati tutti dalla sponda valpolicellese; con l’incrocio dei pali stampato da Poletto alla fine del primo tempo, con lo stesso centrocampista che poi ad inizio ripresa chiamava Lorenzo Pregnolato ad un intervento decisivo per evitare lo 0-1. Il merito dei gialloblù è stato quello di aver saputo colpire gli avversari quando meno se lo sarebbero aspettato, perché poi effettivamente sono spariti dalla scena. Con il Porto poi a gestire lo spazio restante della partita e a cui va forse addebitato il torto di non aver provato ad affondare i colpi; proprio per partire alla volta di Valgatara con un bottino più consistente.

Ma è un limite, quello della difficoltà atavica nel costruire azioni pericolose, che questa squadra non poteva non portarsi anche nelle puntate conclusive della stagione dopo averlo patito per tutto il corso del campionato. Piuttosto Bottrighe è stata l’occasione di riscoprire un Francesco Marangon finalmente uscito dal grigiore di troppe prove opache e finito più di una volta ad occupare gli scampoli finali dei 90’; suo il gol che ha deciso l’andata, ad incastonare un’esibizione di tigna e qualità che ci hanno restituito il centrocampista che conoscevamo. Se capitan Andreello non dovesse essere della contesa (visto che domenica scorsa ha dovuto gettare la spugna dopo appena 19’), il suo naturale sostituto sarà di sicuro ancora lui. E per il resto, travestendoci da allenatore, confermiamo l’undici di una settimana fa. Così, dovesse andar bene, un po’ di merito ce lo prenderemo anche noi.

Questa la probabile formazione: Pregnolato, Boscolo Bi., Fiore, Boscolo Be., Tiengo, Kafi, Marcolin, Malagò, Schults, Marangon, Boron.

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