VOCE
INTERVISTA
06.05.2025 - 14:56
Ariano nel Polesine e il suo sindaco Beltrame
Alla guida di Ariano nel Polesine c’è Luisa Beltrame, preoccupata per il calo demografico
ARIANO NEL POLESINE - Da una parte l’innegabile calo demografico, che tocca tutto il Delta e Ariano nel Polesine, dall’altra la vivacità del centro popolato di giovani e la vita associativa molto attiva. Ariano regge il colpo della crisi di natalità ed economica e cerca legami con gli altri paesi del Delta per attrarre visitatori e perché no - residenti. La “Voce dei Paesi” ad Ariano nel Polesine incontra il sindaco Luisa Beltrame, le associazioni e i cittadini.
Per la famiglia Beltrame la passione politica e il legame con il territorio attraversa generazioni. Luisa sindaco di Ariano nel Polesine, guida oggi il Comune nel suo secondo mandato. Il padre, Giulio Beltrame, fu primo cittadino, come anche il marito Fabio Biolcati.
Quanto è importante per lei e per la sua famiglia Ariano nel Polesine?
“Grazie per ricordare la storia della mia famiglia, perché è una passione che ci lega a questo territorio. Siamo nati qui e anche mio papà ha avuto un impegno importante in tempi completamente diversi dai nostri. Ariano è il nostro vissuto, il nostro presente e speriamo davvero sia anche il nostro futuro, soprattutto per i nostri figli”.
Negli anni ’80 il paese era molto più vitale. Cosa è successo?
“E’ vero, come tanti piccoli centri d’Italia, anche il nostro soffre il calo demografico e lo spostamento della popolazione verso le città più grandi, che garantiscono un’offerta di servizi più ampia e accessibile. Anche la sanità, per esempio, richiede spesso di spostarsi. Nonostante ciò, i nostri Comuni continuano a offrire il massimo, ma è una tendenza difficile da invertire senza politiche più incisive a livello nazionale”.
Ariano però ha un’importante valenza turistica e storica. Sta cambiando la percezione del territorio?
"Sì, è cambiata. Prima il Delta veniva considerato solo per la parte naturalistica. Oggi, invece, il turista cerca un’offerta più articolata: navigazione, cicloturismo, percorsi storici e archeologici. Noi stiamo lavorando in questa direzione e investendo molto. È un percorso lungo, ma ci crediamo perché è l’unico sviluppo possibile per il nostro futuro”.
Trova lo stesso interesse anche negli altri comuni del Delta?
“Qualche anno fa c’era più individualismo, ora si ragiona di più insieme. Per tre anni consecutivi abbiamo ricevuto un contributo regionale per un progetto condiviso con Adria e Loreo sull’archeologia. Lavorare in rete funziona e i risultati si vedono. Questo ci stimola a continuare su questa strada”.
Si era parlato tempo fa di unire i Comuni dell’Isola di Ariano. È un progetto abbandonato?
"Sì, quello studio di fattibilità è superato. Ma io ci spero ancora. Penso che oggi più che mai sarebbe una necessità per migliorare i servizi e progettare insieme il futuro. E’ una strada da riprendere in mano, con decisione”.
Girando per Ariano si nota una certa vivacità: molti giovani, una Pro Loco giovane, tante associazioni…
“E’ vero e anche a noi fa piacere notarlo. Difatti, dopo il Covid abbiamo ripreso le cerimonie di consegna della Costituzione ai diciottenni e ce ne sono parecchi. E’ un bel segnale. Inoltre il nostro mondo associativo è molto presente: dallo sport al sociale, dalla cultura alla promozione turistica. E’ un valore aggiunto enorme, anche se oggi la burocrazia rende difficile la vita delle associazioni”.
Le frazioni di Ariano sono tutte molto curate. Si nota uno spostamento verso la zona di Rivà. E’ così?
“Sì, dal punto di vista produttivo l’area di Rivà, per la sua vicinanza alla Romea, è quella più vocata. Le frazioni però sono molto legate alla loro identità e anche questo contribuisce a mantenere vivo il paese. Siamo orgogliosi di questo attaccamento”.
Come sono i rapporti con le comunità straniere presenti ad Ariano?
“Abbiamo una storica comunità di famiglie di origine marocchina, ben integrate a livello scolastico e lavorativo. Qualche nuova famiglia arriva ad acquistare casa, approfittando dei prezzi più accessibili rispetto alle città. Finora non abbiamo avuto particolari problemi e credo che l’integrazione sia un’opportunità per contrastare lo spopolamento”.
Come vede Ariano, il Sindaco Beltrame, tra dieci anni?
“Se le cose restano così, temo continuerà il calo demografico e sarà difficile mantenere i servizi senza interventi nazionali forti. I piccoli Comuni soffrono i tagli ai fondi e il nostro impegno quotidiano è cercare di non ridurre i servizi. Però mi piacerebbe vederlo diverso: più grande, più forte, integrato con gli altri Comuni del Delta. Credo che una svolta si potrà avere solo se riusciremo a fare questo passo importante insieme. E’ il momento di parlarne seriamente, non possiamo più rimandare”.
In un’area che cerca di reagire al calo demografico e alle difficoltà economiche, Ariano resiste grazie all’impegno amministrativo e a una comunità vivace e coesa.
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