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“Minorile, un rospo da ingoiare”

L'intervento del segretario comunale del Pd

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“La struttura di via Verdi potrebbe ospitare un istituto per minori, nell’ottica della chiusura di quello di Treviso”. A dirlo era stato, nel maggio del 2016, il sottosegretario alla Giustizia del Governo Renzi, Cosimo Maria Ferri, durante il suo passaggio a Rovigo all’indomani della conclusione del trasloco del vecchio carcere. “L’ormai decennale questione del trasferimento del carcere minorile di Treviso a Rovigo è giunta al termine", nota Francesco Gennaro, segretario cittadino del Pd.

“Nel decennio trascorso, praticamente tutte le forze politiche rodigine si sono sempre espresse, tranne la Lega, in modo contrario. Il Pd di Rovigo ha cercato, in questi anni, di trovare le sponde necessarie perché si riuscisse a impedire questo trasferimento, ma non c’è stato niente da fare. La ferma volontà dei ministri alla Giustizia, succedutisi nel frattempo, e sicuramente il forte desiderio di Zaia di liberare Treviso da quel ‘covo di criminali in pieno centro’, hanno fatto superare tutti gli ostacoli che la cittadinanza di Rovigo, attraverso le forze politiche che la rappresentavano, cercava di frapporre”.

Gennaro nota come “da più parti, in convegni e incontri pubblici, si è sentito dire che per Rovigo potrebbe trattarsi di una opportunità. In una città sonnacchiosa e in calo demografico, con il centro che si sta sempre più svuotando, l’idea di un carcere per minori a qualcuno sembra una buona notizia: arriveranno una quarantina di nuovi agenti di polizia penitenziaria con le loro famiglie, assistenti sociali e altri addetti, un po’ di lavoro per la schiera di avvocati rodigini, per l’impresa edile che farà i lavori di ristrutturazione, per le agenzie immobiliari di Rovigo qualche opportunità di nuove locazioni, eccetera".

"Ma il motivo per cui le nostre leggi prevedono la esistenza degli istituti per minori non è l’indotto economico: servono per il recupero, la riabilitazione, il reinserimento, in altre parole, il ‘riposizionamento’ dei ragazzi che vi sono finiti dentro. Abbiamo sempre sostenuto, come Pd, che Rovigo non è la città adatta per ospitare questo tipo di struttura, specialmente per la ‘povertà’ delle offerte di lavoro e per il retroterra scadente di industrie, imprese e attività artigianali che dovrebbero intervenire con offerte di opportunità di impiego per questi ragazzi. Dall’interessante convegno, organizzato da Livio Ferrari alla Gran Guardia in collaborazione tra il Centro Francescano di ascolto e la Caritas diocesana, abbiamo capito che quello che sta arrivando a Rovigo non è una ‘opportunità’ ma un autentico ‘rospo’. La cittadinanza lo dovrà ingoiare ma, sapendo da dove proviene, avrà presto anche la possibilità di punire, con il voto alle regionali, quelli che glielo hanno fatto trovare in giardino”.

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