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L’INCONTRO

Quattro no all’impianto di Loreo

Tutti i candidati sindaco hanno messo la propria firma impegnandosi a fermare il progetto

Quattro no all’impianto di Loreo

Tutti i candidati sindaco hanno messo la propria firma impegnandosi a fermare il progetto

A Porto Viro i candidati sindaco hanno detto in coro “no” all’impianto di trattamento fanghi di Loreo: venerdì sera, in piazza della Repubblica, nel corso di un incontro pubblico organizzato dal Comitato No Pfas nel Delta del Po, i quattro sfidanti per la fascia tricolore alle imminenti elezioni comunali di Porto Viro hanno espresso unanime contrarietà rispetto alla questione dell’impianto di Loreo.

Dopo la lunga introduzione del Comitato, i quattro candidati sindaco hanno espresso una chiara e contraria posizione riguardo al progetto, rispondendo brevemente a delle domande sul ruolo di un sindaco nella tutela della salute pubblica e ambientale e suggellando simbolicamente il loro impegno alla lotta contro l’insediamento dell’impianto con una firma su un cartellone con scritto “No Pfas, no fanghi, no all’inceneritore a Loreo”.

L’attuale consigliere di opposizione Mario Mantovan, candidato con la lista Viva Porto Viro, ha espresso una netta opposizione all'impianto, sottolineando: “Io sono stato il primo a sollevare la questione, presentando già nel dicembre 2024 una mozione di contrarietà nel consiglio comunale”.

Mozione poi sostenuta anche da Thomas Giacon, vicesindaco reggente, candidato dalla lista Porto Viro sei tu, che ha rimarcato: “E’ necessario condividere questioni di portata simile ai tavoli preposti con tutti gli enti coinvolti”.

Deciso anche il “no” del presidente del consiglio comunale e brigadiere capo Stefano Permunian, candidato sindaco per la lista civica Porto Viro Sicura: “La salute non si compra”.

Armida Panizzo, dirigente sei servizi socio sanitari del Comune di Porto Tolle, candidata dalla lista Porto Viro al centro, ha evidenziato: “Il sindaco ha un ruolo fondamentale, è il primo responsabile della salute pubblica”.

La serata è stata introdotta dal portavoce del comitato Riccardo Bergamin e poi condotta dai membri del comitato Nicola Brugiolo e Isi Coppola, con un intervento conclusivo di Guido Mischiatti. Quello dell’impianto di trattamento fanghi previsto a Loreo, negli ultimi mesi, è diventato un tema centrale del dibattito politico in tutto il Delta vista la sua portata, con la previsione di lavorare di circa 60mila tonnellate all’anno di fanghi civili. Il Comitato No Pfas nel Delta del Po, nato ad inizio 2025 a Loreo, ha l’obiettivo di opporsi alla realizzazione dell’impianto proposta al Comune di Loreo dalla società Green Sludge Solution Srl evidenziandone le possibili ricadute per l’ambiente e per la salute, soprattutto se ad essere trattati dovessero essere fanghi contenenti Pfas. Diversi sono stati i contributi audiovisivi alla serata, tra i quali ha spiccato l’intervento della dottoressa Vitalia Murgia, pediatra e membro della giunta esecutiva nazionale di Isde Italia, Associazione Medici per l’Ambiente.

L’ex assessore regionale Coppola ha ricostruito la vicenda burocratica dell’inceneritore a partire dal 2021 fino ad oggi. Non sono mancati attacchi al sindaco di Loreo e presidente del Parco Moreno Gasparini ed è stata messa in rilievo la natura giuridica della Green Sludge Solution Srl, una società di scopo creata per realizzare specificatamente il progetto dell’impianto di Loreo, che avrebbe l’obiettivo finale di cederlo al colosso francese Fmi Process, già gestore dell’impianto di depurazione di San Rocco nel Milanese. Il progetto è in fase di valutazione da parte delle autorità regionali competenti e il comitato spera che con l’opposizione locale si possa influenzare l'esito del processo autorizzativo.

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