VOCE
Il progetto
13.05.2025 - 22:30
Illuminazione, videsorveglianza ed un nuovo ingresso per Torre Donà. E’ il progetto al quale sta lavorando la giunta guidata dal sindaco Valeria Cittadin. L’obiettivo è quello di arrivare a riaprire in modo permanente, o quasi, la torre medievale che svetta sul centro storico dalla sua collocazione, nel cuore dei giardini del castello, affacciandosi sull’altra torre simbolo del capoluogo, ossia Torre Grimani, detta anche “torre mozza”.
Non solo. Perché l’ipotesi di rilancio anticipata da Cittadin riguarda l’intera area dei giardini che sorgono alle spalle di piazza Matteotti, con anche, quindi, i resti del castello e le sue segrete diventate nel corso degli anni, a causa dell’incuria e dell’abbandono, un deposito di rifiuti e di degrado. Il sindaco ha annunciato via social l’ipotesi di rilancio: “Spesso dimentichiamo quanto la nostra città custodisca un patrimonio storico di valore assoluto - sono le sue parole - Un complesso fortificato di assoluto pregio, con Torre Donà, una delle torri medievali più alte d’Italia, e i resti del castello che raccontano oltre mille anni di storia. Lo abbiamo detto fin dalla campagna elettorale: questo tesoro va valorizzato davvero, non solo a parole. Stiamo lavorando su ogni fronte: dalla nuova illuminazione e videosorveglianza alla riapertura stabile e accessibile di Torre Donà, che oggi è ancora visitabile solo in occasioni limitate e per piccoli gruppi. Rovigo ha tutte le carte per diventare una città turistica autentica. Serve coraggio, visione e impegno quotidiano”.
Ad ogni modo, il progetto di riqualificazione di torre e giardini è ancora agli albori. Difficile, dunque, stabilire in questa fase una stima della cifra che servirà per realizzare gli interventi che verranno inseriti tra le opere da realizzare.
Di certo c’è il potenziamento del sistema di illuminazione e l’installazione di telecamere per la videosorveglianza. Si pensa anche al rifacimento dei vialetti di camminamento con nuovi cordoli e alla sistemazione dell’ingresso di Torre Donà. Per le visite in cima alla struttura medievale sarà inoltre necessario affiancare un servizio di accompagnamento e guida. Per arrivare in cima è necessario percorrere 231 gradini sviluppati su 52 metri di altezza. Torre Donà è rimasta inagibile per oltre mezzo secolo. Nel 2017, l’allora amministrazione Bergamin ha partecipato ad un bando del Gal Adige per la ristrutturazione. L’intervento da circa 190mila euro è stato condotto dagli architetti Marco Bressanin e Maddalena Meneghello, rispettivamente progettista e direttrice dei lavori. La ristrutturazione si è poi conclusa nel dicembre 2019, pochi mesi dopo l’insediamento dell’amministrazione Gaffeo.
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