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Discarica “chiusura all’orizzonte”

Una legge veneta impone un contributo “per il disagio” a tutti i comuni confinanti

Discarica “chiusura all’orizzonte”

“Cari comuni amici, sapete cosa vi dico? Arrivederci. Io non faccio l’esattore delle tasse per distribuire soldi agli altri Comuni. Se le cose stanno così, chiudo tutto e me ne vado da Ecoambiente”. Sono parole dure quelle pronunciate dal sindaco di Villadose Pierpaolo Barison. Parole che mettono in luce tutta la rabbia dell’amministratore ritrovatosi a fare i conti con una disposizione della Regione piombatagli addosso come un macigno. Lo sfogo di Barison risale a giovedì mattina, al termine di una riunione con i vertici di Ecoambiente nella sede del Consiglio di bacino dove è stato fatto il punto sulle decisioni prese a Venezia e che colpiscono Villadose così come altri sei comuni veneti che ospitano un impianto di smaltimento rifiuti e tre comuni che ospitano un inceneritore.

Tutto parte da una legge regionale del 2000. “Una legge - prosegue Barison - che all’articolo 37 prevede che i Comuni sede di impianto, dei soldi che percepiscono come ‘royalty’, debbano darne una quota ai comuni confinanti”. Nel caso di Villadose i confinanti sono: Adria, Ceregnano, Rovigo e San Martino di Venezze. Dal 2000, per 24 anni, nulla si è mosso. Nel 2024, però, “la Regione - prosegue il sindaco - ha deciso di applicare la norma stabilendo che verrà istituita una commissione preposta a dare esecuzione all’articolo 37 di quella legge regionale la quale stabilirà i criteri per la ripartizione dei fondi”. Qui sorge il problema: “Ho capito che questa disposizione viene applicata a tutte le discariche – evidenzia il sindaco – per questo a marzo, io insieme ad altri sei sindaci abbiamo chiesto notizie e ci è stato risposto che l’accantonamento è del 20% delle cifre che ci spettano per devolverle ai comuni confinanti secondo criteri che verranno stabiliti. Questo significa che Ecoambiente non mi darà più qualcosa come 120 o 130mila euro perché li darà ai miei comuni contigui”. Questo ha scatenato tanta rabbia: “Non esiste che una operazione del genere si faccia ad esercizio finanziario in essere - tuona Barison - perché per l’amministrazione è un problema visti gli impegni economici che abbiamo già preso per il 2025. Abbiamo le ciclabili, i lavori e tanti altri progetti. E poi: perché spettano dei fondi ai comuni confinanti? Nei documenti si parla di disagio provocato dalla presenza degli impianti. Ma di cosa parliamo? C’è forse un rischio ambientale di cui io non sono a conoscenza? Perché in questo caso, io chiudo tutto subito perché sono il primo a non voler mettere a repentaglio la salute dei miei cittadini”.

Se tutto questo appare come un danno per Villadose, ecco aggiungersi anche la beffa: “Nella notte tra mercoledì e giovedì ho ricevuto un documento dalla Regione contenente le indicazioni operative nel quale si chiarisce che i fondi non devono essere accantonati da Ecoambiente per poi destinarli a comuni. No, si spiega che Ecoambiente, come pure le altre aziende, li deve dare al comune sede dell’impianto. Poi sono i comuni sede a darli ai confinanti”. Questo, però, per il sindaco è troppo: “Avevo avviato un ragionamento con Ecoambiente e il Consiglio di bacino - conclude - per sistemare la baulatura tra Taglietto 0 e Taglietto 1 creando un canalone. Questo avrebbe consentito di ricavare spazio utile per circa un anno e mezzo o due che, aggiunto all’autonomia di un anno e mezzo rimanente alla discarica ci consentiva di andare avanti per altri tre anni. Ma se le cose stanno così, non se ne parla. E se Villadose esce da Ecoambiente, le conseguenze saranno pesanti per tutta la provincia”.

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