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Polesine, in un mese oltre 2.500 assunzioni

Da inizio 2025 sono stati quasi 10.500. Mantovan: “Ma attenzione alla crisi globale per il manifatturiero”

Polesine, in un mese oltre 2.500 assunzioni

2.532 assunzioni soltanto nel mese di aprile, quasi 10.500 dall’inizio del 2025. Sono i numeri del mercato del lavoro in Polesine: nel settore privato, il saldo tra nuovi assunti e fuoriusciti dal lavoro (per licenziamento, pensionamento o altri motivi), in questi primi quattro mesi dell’anno, si attesta a 1.829 unità. Una quota più bassa rispetto agli anni precedenti, quando nello stesso periodo l’attivo aveva toccato quota 2.340 (nel 2023) e 2.410 (nel 2024), ma che conferma comunque la vivacità dell’economia. Soprattutto tenendo conto che le assunzioni sono perfettamente in linea con gli anni precedenti: 10.497 quest’anno, 10.835 l’anno scorso, 10.550 nel 2023. E guardando soltanto al mese di aprile: 2.532 il mese scorso, 2.470 lo stesso mese del 2024 e 2.438 ad aprile 2023. Insomma, siamo addirittura in crescita, con le assunzioni che sono aumentate del 2,5% rispetto al dato dell’anno scorso. Si tratta della seconda miglior performance veneta a livello provinciale, dietro solo a Verona dove ad aprile le assunzioni sono cresciute di un clamoroso 23,4%.

A dirlo sono i dati diffusi da Veneto Lavoro attraverso la Bussola di maggio, riportati dall’assessore al lavoro della Regione del Veneto Valeria Mantovan. E confermano, anche per il mese di aprile, un andamento occupazionale nel complesso positivo per il territorio veneto. Il saldo di 40.300 posti di lavoro dipendente in più nei primi quattro mesi del 2025, seppur in lieve calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rappresenta un segnale incoraggiante.

Il buon risultato di aprile – con la creazione di 19.300 posti di lavoro – è stato trainato in particolare dall’avvio della stagione turistica, quest’anno posticipata, che ha portato a un aumento significativo delle assunzioni nei servizi, soprattutto con contratti a tempo determinato.

Segnali di rallentamento nell’ultimo mese nei contratti a tempo indeterminato, che mantengono tuttavia un andamento positivo nel corso del 2025. In flessione i contratti di apprendistato, mentre cresce il lavoro somministrato.

Nel comparto industriale, pur mantenendosi positivo il bilancio occupazionale (di 6.800 nei primi quattro mesi), emergono segnali di difficoltà, in particolare nei settori del made in Italy come tessile-abbigliamento e occhialeria. L’industria calzaturiera e del legno-mobilio risultano invece in controtendenza con saldi occupazionali in crescita. Resta stabile l’edilizia, mentre le ore di cassa integrazione autorizzate segnalano un utilizzo consistente dello strumento di sostegno, in particolare nel metalmeccanico.

Dal punto di vista socio-anagrafico e territoriale, il rallentamento della domanda di lavoro ha colpito in particolare le donne, i lavoratori italiani e la fascia tra i 30 e i 54 anni, mentre sono aumentate le assunzioni tra over 55 e lavoratori stranieri. A livello provinciale, solo Belluno presenta un saldo negativo, mentre Venezia e Verona si distinguono per la crescita mensile favorita dalla ripartenza del turismo.

“Nonostante i dati positivi, le incertezze che pesano sullo scenario economico globale impongono prudenza e attenzione, soprattutto per i settori manifatturieri e per le categorie più esposte alla flessione della domanda. La Regione del Veneto – si legge nel report diffuso nei giorni scorsi – continua a lavorare per garantire alle imprese le competenze necessarie e ai lavoratori occasioni concrete di inserimento e riqualificazione. Le sfide che abbiamo di fronte, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e instabilità economica, richiedono un impegno comune: istituzioni, mondo produttivo e formativo devono fare squadra per rafforzare la competitività e la coesione sociale del Veneto”.

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