VOCE
agricoltura
26.05.2025 - 19:30
Nei campi tra Porto Tolle e Taglio di Po, il riso fatica a germogliare. A colpire, ancora una volta, è il maltempo, che ha rallentato – se non bloccato – le lavorazioni già dall'autunno. E oggi, a stagione inoltrata, nel Delta del Po le semine del riso sono ferme a metà, molto indietro rispetto ai tempi consueti. Una corsa contro il tempo che rischia di compromettere i raccolti, se l’autunno dovesse replicare le piogge torrenziali dell’anno scorso.
“Con le semine siamo circa a metà, più indietro nei tempi rispetto al consueto - sottolinea Marco Uccellatori, referente della sezione risicoltori di Confagricoltura Rovigo - Già in autunno non siamo riusciti a lavorare i terreni tra Porto Tolle e Taglio di Po, essendo impraticabili a causa delle piogge, e i ritardi si sono aggiunti a quelli della primavera, che è stata pure molto piovosa. Il problema è che più avanti si va e più avanti si raccoglie, anche perché se l'autunno fosse come quello dell'anno scorso, bersagliato dal maltempo, ci troveremmo in difficoltà. Vedremo come evolverà la stagione, sperando che cominci il caldo”.
Nel frattempo, nel Veronese – che da solo rappresenta il 90% della superficie risicola del Veneto, circa 2.200 ettari – la situazione è decisamente più rosea. Le semine sono quasi completate, nonostante qualche difficoltà. A fare la differenza, qui, è il tipo di terreno, sabbioso, che assorbe rapidamente l’acqua, evitando i ristagni che paralizzano le campagne polesane.
“Qualche ritardo si registra nelle semine, ma non eccessivo – spiega Romualdo Caifa, presidente dei risicoltori di Confagricoltura Verona - Chi non è riuscito a seminare in asciutta lo ha fatto in acqua, quindi il problema è stato bypassato. Nel Veronese, inoltre, abbiamo la fortuna di avere un terreno sabbioso, per cui la pioggia viene assorbita velocemente. Perciò soffriamo meno il problema dei ristagni. Adesso ci auguriamo che faccia caldo, ma non troppo, perché il Vialone Nano, varietà di nicchia del territorio, è molto delicato ed è il primo a soffrire con criticità. L'anno scorso, ad esempio, le temperature troppo alte tra luglio e agosto hanno danneggiato alcuni fiori, con perdita di semi. C'è comunque fiducia, perché il riso, a livello di prezzi, sta tenendo bene sul mercato”.
Secondo i dati di Veneto Agricoltura, nel 2023 la superficie coltivata a riso in regione è cresciuta dello 0,8%, raggiungendo i 3.050 ettari, con una produzione stimata di 15.900 tonnellate, in aumento del 12,6% rispetto all’anno precedente. A trainare il comparto, anche un mercato favorevole, che nel primo semestre dello scorso anno ha visto i prezzi medi superare quelli del 2022 del 23%.
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