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Qui nasceranno i cereali migliori

Un open day con momenti di confronti sul tematiche di frontiera e dialogo diretto tra gli operatori

Qui nasceranno i cereali migliori

A Rovigo la sperimentazione cerealicola si fa nel campo dell’istituto agrario. Andrà in scena oggi, dalle 10.30, “Filiera connessa”: iniziativa che mette al centro la sperimentazione in campo, il confronto tecnico e il coinvolgimento diretto degli agricoltori e dei vari attori della filiera. Un progetto promosso da Sata che lo sviluppa su tutto il territorio italiano.

A Rovigo il progetto nasce dal territorio e per il territorio e si rafforza della collaborazione con il collegio provinciale periti agrari e periti agrari laureati e l’ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della provincia di Rovigo e l’istituto agrario Ottavio Munerati, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra innovazione e pratica agricola quotidiana.

“Filiera connessa” si svilupperà attraverso una giornata in campo aperta a tutti gli operatori della filiera cerealicola - agricoltori, tecnici, ricercatori, studenti e imprese del settore - e rappresenterà un’occasione preziosa per osservare da vicino prove sperimentali su varietà di frumento tenero e orzo, per valutare l’efficacia di biostimolanti di nuova generazione, avere un confronto varietale e per confrontarsi sulle migliori strategie agronomiche in un momento complesso ma anche ricco di opportunità.

L’approccio vuole essere concreto e partecipativo e ha l’ambizione di cercare di trovare uno scambio tra gli attori della filiera a livello locale. Durante l’open day aperto a tutti si potrà visitare direttamente le parcelle sperimentali e confrontarsi con i tecnici e le ditte che hanno partecipato all’iniziativa. I campi ospitano prove varietali di grano tenero e orzo selezionate per le condizioni del territorio rodigino, un’area che per vocazione e tradizione ha sempre avuto nella cerealicoltura uno dei suoi punti di forza.

A fianco delle prove varietali, particolare attenzione sarà dedicata allo studio dei biostimolanti, strumenti sempre più importanti nella gestione agronomica moderna. Si tratta di prodotti che, se impiegati correttamente, possono aiutare le piante a superare momenti di stress (come siccità, calore, eccessi idrici) e contribuire a migliorare la qualità del raccolto, senza aumentare l’uso di input chimici. Un approccio coerente con l’esigenza di ridurre l’impatto ambientale delle coltivazioni, aumentando al tempo stesso l’efficienza produttiva.

Durante la giornata, saranno organizzate visite guidate alle prove, momenti di confronto con agronomi e ricercatori e brevi approfondimenti su tecniche agronomiche di frontiera. Ma soprattutto, ci sarà spazio per il dialogo diretto tra agricoltori, vero cuore pulsante della filiera. L’obiettivo non è solo presentare nuove tecnologie, ma costruire fiducia, stimolare il confronto tra pari e favorire il passaggio di conoscenze dal tecnico al campo e viceversa.

Il nome stesso dell’iniziativa - “Filiera connessa” - sottolinea l’importanza di creare legami forti tra tutte le componenti del sistema agricolo: chi produce, chi fornisce servizi e input, chi trasforma e chi vende.

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