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Economia

Addio a un artigiano su cinque

L’analisi della Cna: “Realtà che garantiscono tenuta sociale, specie in contesti territoriali fragili”.

Addio a un artigiano su cinque

Le imprese artigiane in Polesine sono passate dalle 6.909 del 2014 alle 5.459 del 2024

Negli ultimi dieci anni, il Polesine ha perso più di una impresa artigiana su cinque, dalle 6.909 del 2014 alle 5.459 del 2024, con una flessione del 21%. Il calo è per tutti i settori, ma i più penalizzati sono trasporti (-32,3%), produzione (-27,7%) e costruzioni (-23,8%). Solo i servizi professionali registrano un lieve incremento (+4,3%).

Questa è l’analisi della Cna di Padova e Rovigo a margine della fase congressuale in corso. La constatazione più amara è che, “a differenza di altre aree del Veneto, Rovigo non sta vivendo un aumento degli addetti nel comparto produttivo. Al contrario, la flessione imprenditoriale si ripercuote anche sul livello occupazionale, ad evidenziare la difficoltà del sistema economico provinciale di riassorbire o riconvertire le professionalità in uscita.”

È bene ricordare che il punto di osservazione è quello delle imprese artigiane, che vede i settori di costruzioni e produzione assorbire insieme oltre il 60% del totale delle imprese artigiane, rispettivamente con 1.944 e 1.339 realtà, pari al 68,2% e il 63,2% di tutte le imprese dei due settori. Che, non a caso, sono anche i due settori che hanno fatto registrare l’emorragia più consistente in valori assoluti fra 2014 e 2024: le imprese artigiane delle costruzioni sono calate di 608 unità, quelle di produzione di 513.

Le imprese artigiane dell’agricoltura, invece, rappresentano appena l’1,4% del totale del settore e sono passate dalle 103 del 2014 alle 83 del 2024. Il calo del -19,4% sottostima l’impatto della crisi della pesca dovuta al granchio blu, visto che il bilancio della demografia d’impresa in Polesine nel 2024 è stato di 458 imprese in meno, con il solo settore pesca e acquacoltura che ha registrato un passivo di 302 unità. Ma anche l’agricoltura ha perso 85 imprese.

Analoghe le valutazioni sul commercio, che ha visto le imprese artigiane di settore passare negli ultimi due lustri da 365 a 310, “solo” il -15,1%. Ma si tratta di una porzione di appena il 7,3% del settore, che invece, sta vivendo una crisi epocale.

La Cna nota poi come in Polesine agricoltura e commercio, complessivamente, coprono da soli quasi il 48% delle imprese totali. Ma in termini occupazionali il peso maggiore è della produzione (27,3%), seguita da commercio (20,8%) e servizi professionali (15%). L’artigianato mantiene una quota rilevante del sistema, in particolare nelle costruzioni e nella produzione, ma anche nei trasporti (62,8%), con le imprese crollate però da 508 a 344.

Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo rimarca: “L’artigianato esce da questo decennio ridimensionato, ma non marginale. I dati ci dicono che le imprese artigiane restano prevalenti in molti settori strategici e continuano a garantire occupazione, innovazione e tenuta sociale, specie nei contesti territoriali più fragili, coprendo interi comparti nei settori della produzione, dell’artigianato, dei servizi alla persona, del commercio di prossimità. È necessario però che le politiche pubbliche tengano conto delle specificità di queste realtà: non si può chiedere a una microimpresa di affrontare le stesse procedure e gli stessi carichi di una media industria. Servono un sistema di incentivi più calibrato, una burocrazia più snella, un accesso agevolato al credito.”

Guardando al percorso congressuale di Cna, la conclusione sarà l’assemblea generale del prossimo 5 giugno che decreterà l’elezione del nuovo presidente di Cna Padova e Rovigo, che guiderà l’associazione per i prossimi quattro anni. Intanto, per quanto riguarda i nuovi rappresentanti di categoria i nuovi eletti per la provincia di Rovigo sono: per gli Alimentaristi Samuele Frigato (Il Tortellaio Matto, Rovigo), per gli Autoriparatori Filippo Trambaiolo (Autofficina Trambaiolo Andrea, Lusia), per la Comunicazione Filippo Dalla Villa (Freskiz, Fratta Polesine), per gli Impiantisti Massimo Fidelfatti (Termoidraulica Fidelfatti, Taglio di Po), per il Comitato Impresa Donna Simonetta Pregnolato (Spz, Porto Viro), per le Costruzioni Fabrizio Biancato (B&B Biancato, Agna), per il Legno Martina Prearo (Prearo F.lli, Casale di Scodosia), per la Meccanica Luca Bedendo (Bedendo Prefabbricati, Badia Polesine), per gli Odontotecnici Patrizio Marcato (Mavi, Albignasego) per Tessile Abbigliamento Calzature Wladi Rigato (Rigato Wladi, Vigonovo), per il Trasporto Persone Giuseppe Reffo (Cooperativa Taxi dei Noci, Padova), per il Trasporto Merci Valerio Marigo (Marigo Valerio, Piove di Sacco), per il Benessere Giancarla Tasso (Eva Luna, Maserà).

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Commenti all'articolo

  • frank1

    01 Giugno 2025 - 15:31

    provate a chiedere quantte scadenze di ogni tipo ha un aertigiano...consulenze esterne costose..controllo incrociayi a raffica..difficolta al credito...crisi ...nessuna rappresentanza a livello nazionale e poi trovere tutte le risposte dellamaria dell'artigianato...

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