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L'Analisi della Cgia

Evasione fiscale, in Polesine Comuni silenti

Nella nostra provincia gli enti locali non recuperano nemmeno un euro.

Evasione fiscale, in Polesine Comuni silenti

Ai Comuni polesani zero euro

 Il contributo dei Comuni all’attività di accertamento fiscale? Zero. Anche nell’ultimo anno, infatti, nessuna amministrazione del Polesine figura fra i beneficiari del contributo spettante ai Comuni per la partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo. Non una grande novità, visto che anche nel 2023 era stata la stessa storia. Nel 2022, invece, Lendinara aveva incassato 570 euro, nel 2021 621 e nel 2020 622 euro. Una luce nel buio. Anche nel 2018 era stato l’unico Comune polesano attivo su questo fronte, incassando 613 euro, mentre nel 2017 aveva ottenuto 896 euro, insieme a Rosolina, con 300 euro, e nel 2015 sempre Lendinara si era assicurata un contributo di 991 euro, unica in Polesine, mentre nel 2014 aveva incassato 1.014 euro, in compagnia del Comune di Villadose che aveva ottenuto 1.125 euro.

A livello generale, il contributo 2024 per la partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo nel 2023 dei comuni italiani è stato di oltre 3 milioni. Per legge, alle amministrazioni locali che segnalano all’Agenzia delle Entrate situazioni di infedeltà fiscale riguardanti l’Irpef, l’Ires, l’Iva, le imposte di registro, ipotecarie e catastali viene riconosciuto un importo economico del 50% di quanto accertato.

Come nota la Cgia di Mestre, il contributo alla lotta all’evasione fiscale da parte dei Comuni veneti nel 2023, liquidato nel 2024 è stato di oltre 306mila euro. A beneficiarne, 30 amministrazioni venete che “hanno potuto incrementare le entrate comunali di quasi 153mila euro”. Poi, nota: “Sebbene nella nostra regione la dimensione economica dell’evasione, del lavoro nero e dell’abusivismo edilizio sia abbastanza contenuta, questo importo appare molto contenuto. Cosa che, all’interno della Cgia, ha sollevato una riflessione. Se a parole tutti si proclamano giustamente scandalizzati e pronti a contrastare ogni forma di evasione, nei fatti le cose stanno diversamente. Anche coloro che potrebbero intervenire per combatterla, persino ‘guadagnandoci’ economicamente, fanno finta di non vederla o, peggio ancora, visto che ci riferiamo a dei pubblici ufficiali, si girano dall’altra parte. Purtroppo, anche gli ultimi dati riferiti al 2023, confermano questa tesi. A fronte di 563 Comuni presenti in Veneto, solo 30 (il 5,3%) hanno trasmesso in materia di evasione delle ‘segnalazioni qualificate’ agli uomini del fisco”.

Tuttavia, le segnalazioni devono essere puntuali, circostanziate e contenere i dati identificativi del soggetto a cui sono contestati gli ipotetici comportamenti evasivi ed elusivi. Non è sufficiente, quindi, indicare un potenziale evasore ed è necessario che i Comuni dispongano di personale formato e qualificato.

Nel 2023 il Comune veneto che ha incassato di più dalla lotta all’evasione è stato Verona con 32.905 euro. Seguono Bussolengo con 24.966, Venezia con 22.416 e Peschiera del Garda con 18.008.

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