VOCE
rovigo
03.06.2025 - 21:00
Calano i residenti, calano i giovani e calano gli imprenditori giovani. L’inverno demografico inizia a farsi sentire anche nell’artigianato. E, come nota Confartigianato Polesine, nel 2023 la provincia di Rovigo contava 6.590 artigiani iscritti alla gestione Inps. Una cifra in calo del -5,7% rispetto all’anno precedente e di ben il -25% nell’ultimo decennio. Ovvero un quarto in meno.
“A preoccupare, più che la quantità, è la struttura anagrafica del comparto: solo il 7,6% degli artigiani ha meno di 34 anni (498 giovani imprenditori contro i 1.156 di dieci anni fa), mentre quasi il 59% ha più di 50 anni (3.193 fino ai 64 anni e 679 over 65)”.
Negli ultimi dieci anni si è sostanzialmente dimezzata la fascia d’età tra i 35 e i 49 anni, passata da 4.017 nel 2014 a 2.220 (-44,7%).
In aumento, invece, gli artigiani over 65, che fanno registrare un +22,6% in dieci anni, segno che molti “capitani d’impresa” continuano a lavorare nella propria azienda per mancanza di ricambio generazionale e per non disperdere un patrimonio di competenze e dedizione.
Il dato, spiega ancora Confartigianato Polesine, riflette una tendenza strutturale che coinvolge l’intero Veneto, dove gli under 34 sono passati da 22.920 nel 2014 a soli 12.209 nel 2023 (-46,7%), mentre gli over 65 sono aumentati del +35,2%.
Rovigo, tuttavia, ha delle caratteristiche peculiari che vanno considerate: è una provincia rurale, poco urbanizzata, con un basso numero di abitanti e un tessuto produttivo storicamente legato all’agricoltura e alla manifattura tradizionale.
“Le nuove generazioni cercano lavori che offrano flessibilità, creatività, sostenibilità e un equilibrio tra vita privata e professionale - sottolinea il presidente di Confartigianato Polesine Marco Campion - Esiste un luogo comune da sfatare che interpreta l'artigianato come un settore statico, poco innovativo e faticoso. In realtà può offrire proprio ciò che i giovani cercano: la possibilità di esprimere la propria creatività, di lavorare in autonomia, di realizzare prodotti unici e di contribuire a un'economia più sostenibile".
"La chiave è comunicare queste opportunità in modo efficace e moderno. La transizione ecologica e l’adozione di nuove tecnologie stanno generando una forte richiesta di figure professionali specializzate. Sono tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni, esperti in cybersecurity e data analyst, sviluppatori di applicazioni per realtà virtuale e aumentata, esperti in bioedilizia, riparazione e rigenerazione, artigiani del benessere. E’ su queste competenze che dobbiamo investire”.
In Polesine, negli ultimi anni, i giovani hanno mostrato interesse per il settore agroalimentare. Sono nate nuove imprese che valorizzano i prodotti locali con tecnologie avanzate, ci sono esperienze nel turismo esperienziale e nella moda sostenibile.
Manca, semmai, un ecosistema capace di intercettare queste energie e di accompagnarle in percorsi strutturati.
“Il problema non è la mancanza di passione e interesse per il mondo artigiano da parte dei giovani - sottolinea Campion - ma l’assenza di un contesto che li valorizzi, li formi, li affianchi nei primi passi. Le nuove generazioni hanno un immenso potenziale inespresso e una visione moderna di impresa, che non è quella che appartiene agli imprenditori di 50 anni e oltre. Come associazione, sentiamo la responsabilità di creare ponti tra generazioni. Scuola, università, formazione tecnica e impresa hanno l’obbligo morale di interagire e confrontarsi, di trovare nuovi spazi e connessioni per continuare a rappresentare un Made in Italy forte, visionario e innovativo. Solo così l’artigianato potrà tornare a essere attrattivo per chi oggi ha vent’anni. In Polesine, purtroppo, non riusciamo ancora a fare rete”.
Per affrontare il cambiamento, serve una formazione adeguata. Un segnale forte arriva dal mondo accademico: a Padova è stato avviato il percorso per istituire la prima laurea in “Scienze dell’Artigianato” o “intelligenza artigiana”, promossa dal Ministero dell’Università insieme a Confartigianato. L’obiettivo è formare imprenditori artigiani del futuro, con competenze economiche, gestionali e tecnologiche, capaci di unire il sapere delle mani alla cultura del progetto.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 