VOCE
INTERVISTA
03.06.2025 - 16:53
Il comune di Pontecchio Polesine
Ha una media di 45,9 anni. “Sono tanti i giovani tra i 7 e i 17 e siamo virtuosi nei rifiuti”
In un Polesine che troppo spesso fa notizia per lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, c’è un comune che fa eccezione. Si tratta di Pontecchio Polesine, 2.202 abitanti e terzo comune più piccolo della provincia di Rovigo per estensione ma con una vitalità sociale, ambientale e culturale che sorprende. Infatti è il più “giovane” della provincia, con una media di 45,9 anni, davanti a Bosaro con 46,9 anni.
A guidarlo è Simone Ghirotto, sindaco al suo terzo mandato e profondo conoscitore della realtà locale.
Sindaco Ghirotto, qual è secondo lei il pregio più grande di Pontecchio?
“Credo che Pontecchio sia un comune fantastico, soprattutto per i suoi cittadini. E’ una comunità vivace e molto partecipe, in particolare nel volontariato. Un dato che ci distingue è che siamo uno dei comuni più giovani della provincia, e addirittura tra i più giovani a livello regionale: il 12,9% dei nostri abitanti ha tra i 7 e i 17 anni. E’ una percentuale altissima, se paragonata al resto del Polesine”.
Un dato sorprendente, visto che gran parte dei comuni limitrofi lamentano l’invecchiamento della popolazione. Come ci siete riusciti?
“E’ il frutto di scelte lungimiranti fatte oltre 30 anni fa, quando fu avviata una politica residenziale efficace che ha attirato molte giovani famiglie. Abbiamo investito sui servizi: asilo nido integrato, scuola materna, primaria, secondaria e un collegamento diretto con la rete urbana, così che i ragazzi possono raggiungere le superiori di Rovigo senza difficoltà. Questo ha reso Pontecchio un luogo ideale per far crescere una famiglia”.
Dal punto di vista ambientale, il vostro comune è spesso citato tra i più virtuosi. Cosa avete fatto in questo ambito?
“Siamo orgogliosi di essere riconosciuti come Comune riciclone e Comune Plastic free. Tutto merito dei cittadini, che dimostrano grande attenzione per l’ambiente. Abbiamo anche introdotto il divieto di fumo nei parchi e vicino alle scuole, e aderiamo al Patto dei Sindaci per il clima e l’energia. Sono iniziative che fanno bene alla comunità e al territorio”.

Cura dell’ambiente è anche merito della ciclabile...
“Sì, è una delle prime ciclabili turistiche nate in Polesine, che collega Rovigo con il Po. E’ parte di importanti cammini internazionali come quello di Sant’Antonio, la Romea Germanica e il cammino di San Zambeda. Stiamo lavorando per collegarla direttamente con Rovigo e con altri percorsi lungo l’Adige. Sarebbe un bel salto di qualità per il cicloturismo locale”.
Quali sono i punti di forza di Pontecchio, che restano poco conosciuti?
“Oltre a essere paese natale di Torquato Fraccon, ‘giusto tra le nazioni’, abbiamo la celebre Pasta Fracasso, premiata a livello nazionale. Abbiamo appena restaurato la Torre Colombaia, che diventerà il primo museo verticale d’Europa, e con l’Università di Ferrara stiamo studiando un importante sito dell’età del bronzo. Sono eccellenze che vogliamo valorizzare meglio”.
Secondo lei perché nel Polesine manca ancora una rete turistica strutturata tra i comuni?
“Per anni c’è stato immobilismo. Ogni comune ha lavorato per sé. Ma ora, grazie ai Gal e ad alcuni progetti con la Provincia, stiamo iniziando a costruire una rete, partendo dal Delta e dai cammini fluviali. E’ la strada giusta per valorizzare tutto il nostro territorio”.
Anche lo sport ha un ruolo importante qui. Ce ne parla?
“Abbiamo 17 associazioni, una per ogni ambito, dalla cultura al sociale allo sport. Il fiore all’occhiello è il Real Pontecchio Volley con oltre 115 ragazzi e ragazze iscritti e il Real Pontecchio Calcio per i più piccoli. Senza dimenticare karate, ciclismo, pesca sportiva e il Vespa Club. Sono realtà che tengono vivo il paese”.
Come immagina Pontecchio fra dieci anni?
“Con il nuovo piano urbanistico vedo un paese più popolato e ancora più giovane. Non dico raddoppiato, ma con numeri in crescita. I servizi dovranno migliorare: ci chiedono un bancomat, una nuova posta. Sappiamo che non sarà semplice, ma ci proveremo. Il nostro sogno è un Pontecchio vivo, con più servizi e sempre più attrattivo per giovani famiglie”.
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