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I dati

L’aumento delle morti sul lavoro

In Veneto ad aprile già 27 lutti rispetto ai 16 di un anno fa. In Polesine già una tragedia

L’aumento delle morti sul lavoro

Il cantiere al chilometro 68 Sud dell’A13 teatro dell’incidente del 17 marzo costato la vita al 44enne operaio di origine nordafricana residente in provincia di Mantova

Morti sul lavoro in aumento: quasi 300 decessi nei primi quattro mesi del 2025 (+8,6% rispetto al 2024). Drammatico il dato delle lavoratrici, nel primo quadrimestre sono quasi il 50% in più dello scorso anno”. A lanciare l’allarme sul tema degli infortuni mortali sul lavoro è l’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega di Mestre, che costantemente elabora report sul tema. E, dall’ultimo, emerge che anche la provincia di Rovigo fa parte di questo tragico incremento, visto che nel primo quadrimestre del 2024 non aveva fortunatamente fatto registrare incidenti mortali sul lavoro, mentre quest’anno è già stata teatro di un drammatico infortunio costato la vita ad un operaio, un 44enne di origine nordafricana residente in provincia di Mantova, che il 17 marzo è stato travolto e ucciso mentre con una bandierina rossa stava segnalando la presenza di un cantiere mobile autostradale, al chilometro 68 Sud dell’A 13, nel territorio comunale di Villamarzana, in direzione Ferrara.

Già raggiunto il numero di morti di tutto il 2024, uno solo, il dramma costato la vita a Marco Ponzilacqua, 57 anni, di Badia Polesine, l’autista dell’ambulanza della Croce verde che era stato investito da un’auto sulla Transpolesana il 18 luglio.

In realtà il Polesine in questo primo scorcio dell’anno ha pianto altri due lavoratori: il 25 febbraio, a Villa Bartolomea, provincia di Verona, ha perso la vita l’autotrasportatore 35enne Thomas Gobbi, residente a Merlara, in provincia di Padova, ma originario di Badia Polesine; il 21 marzo, a Codigoro, in provincia di Ferrara, Marius Bochis, 41 anni, padre di famiglia, residente a Ceregnano, è caduto da un silos durante un intervento ed è morto.

In Veneto nei primi quattro mesi dell’anno sono stati ben 27 i morti sul lavoro, quasi il 70% in più rispetto ai 16 del primo quadrimestre dello scorso anno. In testa per numero di lutti c’è Padova, con 7 morti, mentre Venezia, Verona e Vicenza sono tutte a 6. Treviso è, come Rovigo, a quota uno, mentre l’unica provincia che fortunatamente è ancora a zero è quella di Belluno. L’unica che ha fatto registrare un calo rispetto al 2024, quando invece, c’era stato un morto. L’aumento maggiore è stato a Vicenza che è passata da uno a sei.

Guardando al rapporto fra numero di morti sul lavoro e occupati totali, la provincia di Rovigo si trova nella prima metà della classifica, al 45esimo posto con un'incidenza di 10 ogni milione di occupati.

Complessivamente, fra gennaio e aprile sono state 291 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 211 in occasione di lavoro (5 in più rispetto ad aprile 2024) e 80 in itinere (18 in più rispetto ad aprile 2024). In testa la Lombardia con 34, seguita dal Veneto con 21

Per quanto riguarda le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail, nel primo quadrimestre del 2025 sono state 130.545. Il confronto con il primo quadrimestre del 2024 evidenzia per la modalità in occasione di lavoro una diminuzione degli infortuni (-1,7%) e un aumento dei decessi (+1,5%); per la componente in itinere si registra un decremento delle denunce di infortunio (-1,9%) e una crescita dei casi mortali (+29,5%). L’incidenza infortunistica che passa dalle 630 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di aprile 2019 alle 539 del 2025, con un calo del 14,4%. Rispetto ad aprile 2024 la riduzione è del 2,8% (da 555 a 539). In aumento del 9,4% le patologie di origine professionale denunciate, pari a 33.136. La diminuzione delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2024 e il 2025 è legata solo alla componente maschile, che registra un -3,1% (da 90.286 a 87.513 casi) contro un +1,3% di quella femminile (da 42.486 a 43.032). In flessione le denunce dei lavoratori italiani (-2,6%) al contrario di quelle degli stranieri (+1,4%). L’analisi per classi di età mostra aumenti tra gli under 15 (+28,4%) e per gli over 59 anni (+6,6%). Si registra, per contro, un calo nella fascia che va dai 15 ai 59 anni (-3,0%).

In assenza di dati mensili a livello provinciale, si può notare come nel 2024 in Polesine gli infortuni sul lavoro denunciati sono stati 2.192, praticamente sei infortuni sul lavoro al giorno, ogni giorno, festivi compresi. Seppur si tratti del numero più basso di tutto il Veneto, dove sono stati complessivamente 70.186 gli infortuni denunciati, si tratta comunque di un numero davvero alto. Troppo alto.

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