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l’allerta

Allarme climatico oggi e domani

Previsti picchi oltre i 36 gradi, scattano le azioni del Piano caldo appena varato dall’Ulss

Allarme climatico oggi e domani

Le previsioni indicano temperature fino a 35.7 °C per oggi. Colpa di “Scipione l’Africano”, così come è stato chiamato questo anticiclone. Ed è subito “Allarme climatico per disagio fisico nella zona di pianura del Veneto”. Lo ha lanciato venerdì, per sabato e domenica, la Regione sulla base delle previsioni contenute nel “Bollettino del disagio fisico e della qualità dell’aria per la Regione del Veneto” emesso da Arpav.

Si tratta di un passaggio previsto esplicitamente dal “Piano caldo”, che anche l’Ulss Polesana ha varato nei giorni scorsi, l’11 giugno, come tutte le aziende sanitarie del Veneto, sulla base delle indicazioni della Regione, anche se per il momento non è stato ancora comunicato alla cittadinanza. Il piano è rivolto proprio a tutti i cittadini, anche se l’attenzione è prevalentemente agli anziani. Tanto che la denominazione è “Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto - Estate 2025”. Protocollo che segue le consuete modalità, con la Centrale operativa territoriale riferimento principale, con operatori dedicati 24 ore su 24. Per segnalazioni e informazioni di ambito socio-sanitario è attivo il numero verde 800 535 535 realizzato in collaborazione con il Servizio Telesoccorso e Telecontrollo. Per segnalazioni di eventuali emergenze di Protezione civile è attivo il numero verde 800 990 009.

Il piano prevede la sorveglianza meteorologica, con il bollettino quotidiano di Arpav, trasmesso alla sala operativa della Protezione civile, che in caso di “allarme climatico”, attiva la Centrale operativa territoriale e questa, a cascata, i direttori di Distretto, il direttore della funzione ospedaliera, il direttore del Dipartimento prevenzione, la conferenza dei sindaci, le amministrazioni comunali, l’assistenza domiciliare integrata di Rovigo, Trecenta e Adria, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, i medici del servizio di continuità assistenziale e i direttori delle strutture i residenziali. A monte c’è un lavoro di identificazione delle persone “a rischio” soprattutto in condizione di solitudine o di “fragilità” per le quali va attivato il percorso di sorveglianza.

Perché, come emerge dalle tabelle allegate al protocollo regionale, negli ultimi anni, le morti nel periodo estivo, provocate anche dalle temperature elevate, sono aumentato. E nel 2024 quelle degli anziani con più di 74 anni, fra giugno e agosto, sono cresciute del 10% rispetto alla media fra 2017 e 2019, passando da 8.538 a 9.389.

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