VOCE
TRIBUNALE
17.06.2025 - 21:00
False attestazioni relative ai lavori di pubblica utilità cui era subordinata la messa alla prova e che avrebbe dovuto svolgere un imputato in un procedimento penale di fronte al Tribunale di Rovigo, ammesso a questo istituto; ma anche tentativi di “indagare” per capire se ci fossero a suo carico indagini o procedimenti disciplinari, tramite registratori nascosti sia nell’ufficio di Polesella della polizia locale associata del Medio Polesine, sia nell’ufficio dell’allora sindaco Leonardo Raito. Queste le imputazioni che gravavano sull’ex comandante della della Polizia locale associata del Medio Polesine Silvio Trevisan. La prima ipotesi di reato, relativa alla falsa attestazione dei lavori di pubblica utilità, gravava anche sull’altro imputato, quello che aveva ottenuto la messa alla prova.
Nella giornata di oggi, lunedì 17 giugno, entrambi hanno ottenuto di potere chiudere la vicenda patteggiando la pena: 2 anni, con sospensione condizionale, per Trevisan, 2 anni e 2 mesi per l’altro imputato.
Il Comune di Polesella era costituito parte civile, con l’avvocato Claudio Maruzzi di Ferrara.
“Il Sindaco di Polesella, Emanuele Ferrarese - spiega la nota stampa del Comune - facendosi portavoce dell’intera comunità di Polesella, esprime soddisfazione per la conclusione della vicenda penale che ha visto il Comune di Polesella parte lesa nei confronti dell’ex comandante della polizia locale associata del Medio Polesine, Silvio Trevisan, e di un ristoratore della zona, responsabili di gravi reati che hanno leso l’immagine e il prestigio del Comune, sviandolo dalle proprie funzioni istituzionali”.
“Gli imputati non potevano che scegliere di patteggiare la pena, davanti al Giudice Carlo Negri, a fronte delle prove inequivocabili raccolte - a seguito di meticolose indagini della Procura di Rovigo e della polizia giudiziaria delegata, in particolare della stazione dei Carabinieri di Polesella guidata dal maresciallo capo Pietro Giusto – a carico dell’ex comandante, che ebbe a favorire il falso svolgimento di lavori socialmente utili del ristoratore, carpendo inoltre fraudolentemente informazioni sull’andamento delle indagini all’interno degli uffici dell’ente stesso. Il Sindaco ricorda che l’ex comandante, preso atto della situazione non più recuperabile, ha da mesi rese esecutive le sue dimissioni, cessando pertanto ogni rapporto con il Comune”.
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