VOCE
rovigo
18.06.2025 - 22:00
L’accordo tra Comune e Regione per salvare l’Iras, rilanciarlo e per mantenere pubblica la sua governance dovrebbe essere portata in consiglio comunale per l’avallo dell’aula entro 15 giorni. Con un impegno da parte della Regione di un milione, del Comune di 1,8 milioni, per un totale di 2,8 milioni invece di 3,2. In questo caso il Comune dovrebbe contribuire con una cifra ben al di sotto delle aspettative e di quanto messo a bilancio.
Altro colpo che il Comune metterebbe a segno è la cancellazione del contenzioso ora fermo in Consiglio di Stato ereditato dall’amministrazione Gaffeo.
Il vero bubbone rimarrebbe Casa Serena, che è già un vuoto urbano, di cui il Comune si dovrà far carico al più presto.
Da qualche tempo c’è il fermento che precede la festa tra i componenti della giunta Cittadin e c’è grande speranza anche tra i sindacati, dopo che 11 mesi fa sembrava che ogni porta e possibilità fosse chiusa. E i dettagli del deal Regione-Comune vengono sempre più a galla.
Il sindaco Cittadin non si sbottona: “Siamo alla fine della definizione della documentazione che porterà a un accordo importante e siamo soddisfatti che il positivo rapporto con la regione permetta finalmente di superare questa contrapposizione che anche dal punto di vista giudiziario verrebbe superata. Non siamo per le guerre in tribunale. Sono soddisfatta anche delle risorse che la Regione mette in campo come partita”.
Poi la stoccata a chi non ci credeva: “Questo in risposta ai delatori che da quando mi sono insediata hanno continuato a mettere in dubbio il fatto che si stia lavorando alla definizione della questione. L’avevamo detto subito che la via preferenziale sarebbe stata il mantenimento della gestione pubblica e siamo orgogliosi di poter dire che con un percorso che è durato quasi un anno, ci stiamo riuscendo”.
E ancora: “Sono contenta per la città. Non c’è bisogno di parlare di crisi demografica per capire che Rovigo diventa sempre più bisognosa di servizi per gli anziani. E sono contenta per i lavoratori, perché non c’è più lo spettro della riorganizzazione o del passaggio di azienda che è sempre destabilizzante”.
Su Casa Serena? “Si aprirà una riflessione concreta sul riutilizzo bisognerà capire se pensare a un’alieazione o altre ipotesi ma facciamo un passo alla volta”.
Guardingo ma ottimista Davide Benazzo: “Aspettiamo di leggere l’accordo. Noi speriamo che si trovino le risorse economiche per il contratto decentrato e per stabilizzare i precari. Siamo contenti che Iras sia ancora lì, che si sia liberato della zavorra di Casa Serena che ha creato la politica negli anni passati e che rappresenta 100 posti accreditati e non utilizzati”.
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