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castelmassa in lacrime

“Adesso Luca vivrà per noi”

Tante persone, dolore e incredulità per il bimbo di otto anni portato via da un incidente

Il tempo a Castelmassa si è fermato, e non poteva essere altrimenti. Troppo grande il dolore, un dolore che blocca lo stomaco, fa palpitare il cuore e impedisce al cervello di razionalizzare, di dare una risposta minimamente sensata, di accettare una morte così assurda.

Sì, perché morire a 8 anni non è giusto, è disumano, non è accettabile. Il tempo a Castelmassa si è fermato, chi crede prega, chi non crede pensa, probabilmente a tutto e a niente, in una parrocchiale gremita, con tanta partecipazione anche dai paesi vicini, il silenzio assordante della piazza offre la cifra del dolore, inconsolabile, di una comunità intera. Volti increduli, occhiali da sole per coprire, inutilmente, le lacrime. Centinaia e centinaia di donne e uomini, giovani e meno giovani, bambini, i compagni di classe e di giochi di Luca, la società civile, sindaco in testa, le associazioni, i gruppi sportivi, credenti e non credenti erano tutti lì, ad accogliere Luca per un saluto terreno che non sarà definitivo.

Puntuale, alle 16.30, il feretro è entrato nella parrocchiale dedicata a Santo Stefano già gremita di gente, in tanti sono rimasti fuori, in piazza, ad ascoltare la celebrazione e il suono degli strumenti che hanno accompagnato le voci del coro, in qualche modo, hanno rasserenato gli animi. Don Stefano Marcomini, parroco di Castelmassa, ha ricordato immediatamente Debora e Gioele, mamma e fratello di Luca, ancora ricoverati all’ospedale, e, dal Vangelo di Marco, dal grido del Cristo crocifisso “Signore, Signore, perché mi hai abbandonato?”, dal “Portiamo all’altare il nostro cuore lacerato, il silenzio potrebbe bastare”, trova la chiave per far ripartire definitivamente una speranza, forse umanamente difficile da comprendere, ma efficace: “La parola di Dio supera la morte, perché Luca vive per noi, la sua breve vita ci insegna a differenziare il necessario dal superfluo, vive con la sua gioia, la sua simpatia, vive per i suoi amici, per i suoi compagni di scuola e catechismo, per gli amici del calcio e degli scout, vive per chi ha percorso un tratto di strada con lui”.

In chiesa il paese intero, le associazioni del territorio, il sindaco dei ragazzi, Mattia Boschetti, il comandante di compagnia dei carabinieri di Castelmassa Maggiore Paolo Li Vecchi con il luogotenente Ivan Sammarone, comandante di stazione, numerosi rappresentanti delle amministrazioni comunali della zona, i boyscout e le maestre e le educatrici dell’istituto comprensivo di Castelmassa, tanti sacerdoti a concelebrare, tanti religiosi e religiose ma, soprattutto, tante donne e uomini, giovani, adulti, anziani, bambini.

Tutte le attività commerciale chiuse, l’invito dell’amministrazione comunale è stato rispettato, al termine delle esequie diversi interventi hanno ricordato Luca Mantovanelli, 8 anni, morto in un incidente stradale. Don Stefano Marcomini ha portato il saluto del vescovo Pavanello, i compagni di scuola, del catechismo e degli scout, maestre ed educatrici, il sindaco Federico Ragazzi, la nonna di Luca e il papà, che ha voluto salutare e ringraziare tutta la comunità massese. Il tempo si era fermato a Castelmassa ma la forza del padre di un bambino di 8 anni che, solo fisicamente, non è più tra noi, la forza di una famiglia, la forza di una comunità stratta attorno a Luca, per Luca, con Luca, il tempo ha ripreso a correre. Questo il grande mistero della vita, nel dolore, nonostante il dolore, grazie a Luca il tempo ha ripreso a scorrere.

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