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ENTI LOCALI

“Fusioni per difendere il territorio”

“Cinquanta Comuni, anacronismo fuori dalla storia”. Ma resta lo scoglio del referendum

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Si rimette in moto la “macchina” delle fusioni dei Comuni. A rilanciare la proposta, praticamente in parallelo, sono due sindaci polesani, entrambi oggi consiglieri comunali d’opposizione nei rispettivi paesi: Leonardo Raito (centrosinistra) a Polesella e Antonio Laruccia (centrodestra) a Trecenta.

I quali, probabilmente senza saperlo, dicono la stessa cosa: “Un territorio come il nostro, con 50 Comuni, è un anacronismo fuori dalla storia”, serve l’assist Raito; “servono enti di almeno 10mila abitanti”, finalizza Laruccia. E Raito conferma: “Sono stato recentemente in Toscana e ho parlato con amministratori recentemente promotori di fusioni tra Comuni addirittura superiori a 10mila abitanti, per renderli più forti, organizzati, solidi economicamente e finanziariamente”.

E per Laruccia “la fusione permetterebbe una governance della comunità con una visione più ampia anche nel sostegno alle iniziative economiche ed alla crescita sociale e culturale della comunità; l’aumento del peso istituzionale del nuovo ente con una popolazione di almeno 10mila abitanti, imporrebbe alla Regione un rapporto più sensibile, più attento verso la nuova realtà; non ultime, ma determinanti le nuove strategie di programmazione dello sviluppo territoriale ed urbanistico sovracomunale di area vasta”.

Non solo: “Con una realtà di oltre 10mila abitanti - dice l’ex sindaco di Trecenta - aumenterebbe la capacità di incidere con forza contro i tentativi di insediamenti di impianti dannosi per la comunità e per l’ambiente, bloccando sin dall’origine qualsiasi aspettativa di imprese che periodicamente si presentano in Polesine, quasi fosse la discarica del Veneto”.

Raito, invece, ripensa alla mancata fusione con Guarda Veneta, naufragata nel 2023. “Ripenso ai cittadini di Guarda Veneta che hanno bocciato per poche decine di voti una fusione con Polesella che avrebbe portato 800mila euro all’anno di risorse aggiuntive per dieci anni al nuovo Comune consentendo un futuro roseo e sostenibile in tutti i settori fondamentali per le comunità locali. Resto comunque orgoglioso - dice Raito - di averci provato. Anche perché, ne sono certo, la nostra ottusità ci porterà all’estinzione. Con buona pace di chi vorrebbe riscattarci dal nostro perenne status di alluvionati”.

E a proposito di voti: Laruccia ammette la difficoltà di vincere i referendum pro fusioni. “I timori dei cittadini esistono - concede - eventuali fusioni devono garantire una organizzazione intercomunale che mantenga la pari dignità dei cittadini di tutti i Comuni che vi aderiscono, a cominciare dal Comune più piccolo”.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    19 Giugno 2025 - 10:21

    si..si..ma resta da capire chi vorra' perdere la poltrona!!!

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