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L’INTERVISTA

Un anno di Cittadin: “Avanti su sicurezza e decoro”

“Orgogliosa del rapporto con i cittadini. Ce la metterò tutta per essere al loro servizio”

Un anno di Cittadin: “Avanti su sicurezza e decoro”

Il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin

“Orgogliosa del rapporto con i cittadini. Ce la metterò tutta per essere al loro servizio”

È passato un anno da quando Valeria Cittadin è stata eletta sindaco di Rovigo. Il 24 giugno 2024, al termine del ballottaggio, Cittadin, sostenuta dalla coalizione di centrodestra formata da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Azione e dalla lista civica Valeria Cittadin sindaco, ha conquistato palazzo Nodari battendo il sindaco dimissionario Edoardo Gaffeo e dopo aver sfiorato la vittoria al primo turno.

Alla vigilia del traguardo di un anno di amministrazione, la prima cittadina fa un bilancio complessivo di questi primi 12 mesi, analizzando alcuni dei temi che li hanno caratterizzati: dal rapporto con i partiti della coalizione, in particolare con Fratelli d'Italia, al decoro della città passando per il tema delle società partecipate da As2 a Ecoambiente senza tralasciare il nodo Iras vicino ad una soluzione che esclude le ipotesi di privatizzazione.

Sindaco, ad un anno dalla sua elezione, ci sono stati alcuni grandi temi che hanno caratterizzato questi mesi. Il primo fra tutti è la soluzione del nodo Iras. Se lo aspettava così complesso?

“Me lo aspettavo sicuramente complesso. Sono però partita con la convinzione che tra pubbliche amministrazioni l’obiettivo deve essere sempre quello del dialogo, soprattutto con questa amministrazione regionale che da sempre ha dimostrato sensibilità e vicinanza ai territori. Ed è così che è stato. Il tema più complesso, in ogni volontà e azione, resta quello del garantire il rispetto delle operazioni su basi di correttezza e rigore amministrativo: ogni scelta ha a che fare con risorse; quando le risorse sono pubbliche il loro utilizzo deve rispettare criteri che ne garantiscano la totale correttezza a vantaggio dell’ente che si amministra. Non basta la bontà della scelta politica, come in questo caso, di ‘salvare’ una struttura preziosa per la città. Ci stiamo però riuscendo, intessendo tasselli durati un anno. Qualcuno dei miei detrattori ironizzava sul fatto che millantassi in merito a questo tema: stiano sereni, gli impegni presi li ho tutti ben chiari e all’ordine del giorno, i tempi non possono a volte coincidere con quello che si vorrebbe, ma sono tutti molto più che in agenda e non serve sbandierarli quando ci sono trattative in corso”.

Nelle ultime settimane ha detto più volte che una soluzione è vicina, può anticipare qualcosa?

“La soluzione è vicina, gli uffici stanno definendo la documentazione necessaria con grande attenzione. C’è stato un vero lavoro di squadra tra parte politica e tecnica. Per questo devo ringraziare la dottoressa Michela Targa, nostro segretario generale, per aver gestito con grande professionalità la questione. Ovviamente ringrazio il presidente Luca Zaia, l’assessore Manuela Lanzarin e il commissario Iras avvocato Tiziana Stella, perché da subito abbiamo condiviso lo stesso obiettivo”.

Anche sulle società partecipate le questioni sul tavolo sono state numerose. Cominciando dalla crisi di As2, con il bilancio in passivo approvato a fatica, una assunzione, quella del direttore, che ha fatto discutere, un piano di rilancio tutto da costruire e che presto dovrà essere presentato, pensa che le amministrazioni abbiano fatto del loro meglio per salvaguardare l’azienda? Che cosa non le è piaciuto di questa gestione, visto che Rovigo è il socio che più di tutti contribuisce al fatturato di As2, e che cosa pensa si dovrebbe fare per dare una svolta concreta?

“Per quanto riguarda As2 penso che la questione possa avere una soluzione: la soluzione è che tutti i Comuni della provincia comprendano che è anche una loro partecipata e che questo dà loro delle opportunità in termini di servizi. Il Comune di Rovigo ha il 25% delle quote, il Comune di Occhiobello il 27%: la soluzione deve coinvolgere l’intero 100%. Sicuramente c’è una vicenda gestionale importante che ha bisogno oltre che di un Cda anche di un direttore. Con impegno e condivisione si può superare anche questa criticità che ha però bisogno di scelte tempestive”.

Ecoambiente. Il cda è in scadenza, il bilancio è alle porte, le bollette cominciano ad arrivare nelle case degli utenti e le lamentele fioccano. A questo si somma la realizzazione di un impianto a Rovigo sul quale lei è sempre stata chiara: non si deve fare. Non una situazione facile per i soci che gestiscono la società. Qual è la prospettiva a questo punto sia per la società che per l’impianto a biometano?

“Su Ecoambiente la questione è sicuramente preoccupante e complessa. Partiamo dalle bollette: ripeto per l’ennesima volta: è normale che Rovigo abbia la tariffa più alta del Veneto dopo Venezia che ha una situazione assolutamente di singolarità? La risposta è che le scelte fatte finora sono non solo sbagliate ma deleterie per le tasche dei cittadini. Inoltre il servizio è pessimo e la città e le frazioni sono sporche. C’è qualcosa che non va, è evidente. Per chi amministra i criteri devono essere due: economicità e qualità del servizio. Mi permetto di dire che qui non ne trovo neanche uno dei due. Se si farà questo impianto, ma mi pare che si stia andando avanti nonostante tutto ciò che non va, nonostante sembri che la Provincia non dovesse essere l’ente preposto ad autorizzare, nonostante piani industriali distorti rispetto a quanto approvato dai sindaci e nonostante tante altre difformità, le bollette aumenteranno ancora come già sta avvenendo. Mi si risponde che la società con il nuovo impianto sarà ‘capitalizzata’, concetto legato a leggi di mercato non certo di un pubblico servizio. La società non deve essere capitalizzata, deve offrire servizi efficienti e che abbiano come risultato bollette più basse per i cittadini. Qui si fa business con i soldi dei cittadini, dei lavoratori e dei pensionati, oltre a quelli che il lavoro non ce l’hanno più. Per me qui c’è tutto da ripensare. Una cosa triste: il Comune di Rovigo pur avendo il 51% della società non ha potuto, per una questione di regole, ostacolare la scelta che ci vede subire la costituzione dell’impianto nel nostro Comune ed eventualmente essere i maggiori penalizzati qualora le cose non funzionassero. Questa cosa di ‘teste e quote’ (i parametri del numero legale delle assemblee di controllo analogo e delle assemblee dei soci, ndr) non è democratica: rischiamo più di tutti e contiamo come tutti gli altri”.

Un altro tema che ha caratterizzato questi mesi è stata la composizione della squadra degli assessori. Lei è intervenuta in questi giorni per fare chiarezza sulla dinamica che dovrà portare alla nomina dell’ottavo assessore. Che cosa si aspetta adesso dal principale partito di maggioranza, Fratelli d’Italia?

“Sono certa che FdI saprà fare la sintesi richiesta. I rapporti con il commissario, senatore Bartolomeo Amidei sono costanti, direi quotidiani. E’ il primo partito, i numeri sono importanti e la complessità è maggiore di altre. Non ho dubbi che con calma si armonizzerà la situazione. Resto ferma sulla necessità che il gruppo consiliare condivida la scelta: sono i consiglieri il mio primo riferimento, insieme ai partiti”.

Dopo un anno di amministrazione quale è il risultato del quale è più orgogliosa?

“Sono orgogliosa del rapporto con i cittadini. La cosa a cui tengo di più è che abbiano la consapevolezza che ce la metterò tutta per essere al loro servizio. Mi onora che questo messaggio stia passando. A volte per i risultati bisogna attendere, ma devono avere la fiducia che sono lì per loro e farò qualsiasi cosa, nel rispetto delle regole, per rappresentare le loro volontà. Mi piace quando mi fermano per strada anche solo per un saluto. Significa che hanno capito che ci sono e che la mia è una messa a disposizione”.

Qual è invece l’obiettivo che si era posta ma non è ancora riuscita a raggiungere?

“Ci sono delle situazioni che non ho ancora risolto ma che, ripeto, non sto tralasciando. Sicuramente mi riferisco alla stazione delle corriere, al grande tema dei parcheggi, al tema delle ciclabili che hanno creato in città molti malumori. Ma ogni promessa è un debito: i cittadini avranno anche queste risposte. La piscina aperta è stata una scommessa vinta, ma alla nostra attenzione c’è anche tutto il resto. C’è un tema di decoro che va implementato, di sicurezza in alcune zone della città. Stiamo favorendo le giuste sinergie per migliorare anche questo”.

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