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Il nuovo pronto soccorso è realtà

Una struttura che guarda al futuro e un punto di riferimento alla casa di cura Madonna della Salute

Il nuovo pronto soccorso è realtà

Porto Viro, il nuovo pronto soccorso è realtà: “Un salto di qualità per tutto il Delta”.

Una nuova struttura che guarda al futuro e che rappresenta un punto di riferimento per tutta l’area del Delta, non solo nei mesi estivi, ma ogni giorno dell’anno.

Al dottor Emanuele Donà, primario del pronto soccorso della casa di cura Madonna della Salute di Porto Viro, abbiamo chiesto la genesi che ha portato a creare questa nuova unità operativa nella struttura portovirese.

Dottor Donà, da maggio il nuovo pronto soccorso della casa di cura Madonna della Salute è ufficialmente operativo. Non è solo una novità, ma una vera rivoluzione per il territorio: spazi più ampi, tecnologie moderne e una gestione pensata per rispondere meglio alle emergenze.

“Sì, per noi è stato un grande passo avanti, soprattutto per la gestione dei flussi che in estate, come sappiamo, aumentano notevolmente. L’arrivo dei turisti fa quasi raddoppiare gli accessi. In certi mesi si arriva a un +60% rispetto al resto dell’anno. Fortunatamente si tratta spesso di interventi poco critici - piccoli traumi, ferite da scogli o conchiglie - ma che comunque richiedono tempo e risorse”.

Il nuovo pronto soccorso ha portato vantaggi anche in termini di comfort e attesa?

“Assolutamente. Gli spazi sono quasi raddoppiati e le aree d’attesa sono molto più ampie. I pazienti ora hanno accesso a servizi igienici dedicati e a un piccolo punto ristoro con acqua e caffè. Sembrano dettagli, ma per chi aspetta - o accompagna - fanno la differenza. Abbiamo anche ambienti pensati per esigenze specifiche, come un’area per le mamme con bambini piccoli, dotata di bagno e fasciatoio. I tempi di attesa in genere sono contenuti, ma può capitare, se arrivano emergenze gravi, che i codici bianchi o verdi debbano aspettare più a lungo. Facciamo del nostro meglio per mantenere l’efficienza”.

La gestione dei flussi interni è cambiata?

“Sì. Ora chi arriva con mezzi propri entra da un accesso separato rispetto ai pazienti trasportati dal 118. Anche all’interno, i percorsi sono distinti: un corridoio per le visite ambulatoriali, uno per le aree di osservazione e degenza breve. Abbiamo inoltre un’area specifica per i pazienti infetti o sospetti tali, che consente un isolamento efficace anche per patologie trasmissibili per via aerea”.

Facendo tutti gli scongiuri del caso, se dovesse presentarsi una nuova emergenza sanitaria, la struttura è preparata?

“Il progetto è nato proprio durante la pandemia e l’attenzione a questi aspetti è stata massima. Le aree di isolamento sono dotate di sistemi di controllo della pressione per evitare contaminazioni. In caso di nuove emergenze, siamo pronti a rispondere in modo sicuro ed efficace”.

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