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L’analisi

Polesine, i nidi ci sono i bambini no

La disponibilità di posti superiore alle medie regionali e nazionali. E’ anche colpa della denatalità

Polesine, i nidi ci sono i bambini no

Il Polesine è terra di nidi. O, quanto meno, ha un’offerta di posti per bambini fra zero e due anni che è più alta rispetto alla media del Veneto già superiore alla media nazionale. In Polesine oltre il 40% dei bambini può andare al nido, in Veneto il 33,8%, in Italia il 30% secondo l’Indagine su nidi e servizi integrativi per la prima infanzia appena pubblicata dall’Istat.

Un’offerta che in Polesine si sta alzando perché, anche grazie al Pnrr, sono sorte o stanno sorgendo nuove strutture dedicate ai bambini più piccoli, ma purtroppo in crescita anche per effetto della denatalità.

In questo momento, infatti, in provincia di Rovigo ci sono 3.532 bambini fra zero e due anni, 1.802 maschi e 1.730 femmine. Cinque anni fa, nel 2020, erano 4.044, 2.107 maschi e 1.937 femmine. Un calo netto di oltre mezzo migliaio di bambini in un lustro, praticamente una media di cento l’anno. Nel 2013 i bambini fra 0 e 4 anni erano 9.353, scesi a 6.798 nel 2020, ben 2.555 in meno. E, secondo le Statistiche sperimentali di Istat, la stima dello scenario mediano è che nel 2031 i bambini fra 0 e 4 anni saranno 6.346.

L’ultimo censimento a livello comunale degli asili nido risale ormai all’anno scolastico 2022/2023. In quel momento in Polesine erano attivi 66 asili nido per un totale di 1.474 posti disponibili. Guardando al numero di bambini fino a due anni presenti in quel momento in provincia, 3.623, si tratta di oltre 40 posti ogni 100 bambini. Una dozzina di anni fa, i posti negli asili nido in provincia di Rovigo erano 28 ogni 100 bambini. Come detto, si tratta di un duplice effetto. Ma il risultato, soprattutto per le famiglie, e ancor più per le mamme, è di un’offerta importante, che ha permesso al Polesine non solo di mantenersi sopra alle medie nazionali, ma anche di raggiungere gli “Obiettivi di Barcellona”, fissati nel 2002 dal Consiglio europeo, che indicavano di raggiungere almeno il 33% dei bambini fino ai 3 anni. Dopo la pandemia, l’obiettivo è stato innalzato al 45%, anche perché la presenza di nidi è direttamente collegata alle possibilità occupazionali delle donne con figli piccoli.

Da questo punto di vista, come si spiega in un’analisi Openpolis “in Italia 1 donna su 5 lascia il lavoro dopo la maternità. Investire in asili nido e scuole dell’infanzia è fondamentale per invertire questa tendenza. Con il 55,3% di giovani madri occupate l’Italia è uno dei paesi europei dove il divario tra donne e uomini con figli occupati è più marcato. Nei comuni in cui c'è maggiore offerta di nidi si registra il minore squilibrio tra tasso di occupazione maschile e femminile”.

In Polesine, purtroppo, nonostante la buona offerta di asili nido, l’occupazione femminile è ancora particolarmente bassa. Secondo l’ultima elaborazione dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat, relativa al 2023, il Polesine è l’unica provincia del Veneto che ha un tasso di occupazione femminile nella fascia di età fra 15 e 64 anni inferiore al 60%, il 59,7%, rispetto a una media regionale 62,8%. Vero è che anche l’occupazione maschile è la più bassa a livello regionale, il 73,6% rispetto al 78%.

Proprio Openpolis ha articolato questo duplice dato dell’offerta di asili nido e di occupazione femminile nella fascia di età fra 25 e 49 anni a livello comunale: la fotografia del Polesine che emerge è fatto di luci e ombre. Con disparità evidenti, a volte dovute però anche all’esiguità dei numeri.

Intanto ci sono, 15 Comuni su 50, con il dato sempre riferito al 2022, che non hanno un asilo nido. Si tratta di Bosaro, Calto, Castelguglielmo, Ceneselli, Gavello, Guarda Veneta, Loreo, Melara, Papozze, Pettorazza Grimani, Salara, San Bellino, Villamarzana, Villanova Marchesana e San Martino di Venezze, anche se in quest’ultimo Comune è in fase di realizzazione la realizzazione proprio di un nuovo nido grazie ai fondi del Pnrr.

Nonostante questa carenza i valori dell’occupazione femminile in questi comuni non è particolarmente bassa, perché a parte Villanova Marchesana con il 56,1%, sono tutti sopra il 60%, con i livelli di assoluta eccellenza raggiunti da San Martino di Venezze con il 78,4% e Salara addirittura con l’81,4%. Vero è che a Salara la percentuale di bambini fra 0 e 2 anni è appena lo 0,8% del totale della popolazione, mentre a Castelguglielmo è 2,5% e Bosaro 2,1%.

All’estremo opposto, ci sono Comuni dove il numero di posti disponibili è superiore al numero di bambini. Ovviamente non sono posti che restano vuoti, ma accolgono bambini dai comuni vicini. E’ il caso di Pincara dove i residenti con meno di due anni sono 14 e i posti al nido 29, quindi oltre 200 posti ogni 100 bambini, ma anche di Canda con 12 bambini e 20 posti disponibili, di Gaiba con 8 bambini e 12 posti, mentre Fratta Polesine ha avuto un guizzo di natalità e i 30 posti, che tre anni fa erano eccedenti, adesso sono inferiori ai 37 bambini fra zero e due anni. In questi Comuni l’occupazione femminile 25-49 anni è effettivamente ben più alta delle medie: il 72,4% a Pincara, il 72,1% a Canda, il 70,9% a Gaiba e ben il 75,4% a Fratta Polesine.

Fra i Comuni con un’altissima offerta di posti nido rispetto ai residenti figurano anche Villanova del Ghebbo con 86,2 ogni 100 bambini e un’occupazione femminile del 77,7%, Bagnolo di Po con 82,9 posti ogni 100 bambini e il 73% di occupazione femminile, Frassinelle Polesine con 77,8 posti percentuali e l’83,2% di occupazione femminile, Bergantino con 72,7 ogni 100 bimbi e il 77% di occupazione femminile e Lusia con 71,8 posti per cento bambini e il 74,5% delle donne fra 25 e 49 anni occupate.

Guardando al capoluogo Rovigo, i dati Openpolis censiscono 15 strutture per bambini fra zero e due anni con un totale di 398 posti pari a 51,9 posti ogni 100 bambini. E, a Rovigo, le donne fra 25 e 49 anni sono il 74,5%. L’offerta è destinata presto ad ampliarsi con la costruzione del nuovo nido integrato alla scuola Marchi, in Commenda, con una potenzialità di 32 posti. Attualmente i bambini con meno di due anni residenti sul territorio comunale sono 790.

Ad Adria, invece, nel 2022 risultavano 6 strutture per un totale di 109 posti, quindi un rapporto di 36 ogni 100 residenti fino a due anni, e con un’occupazione femminile 25-49 del 70,4%, ma anche qui è in arrivo un nuovo nido finanziato dal Pnrr con una capacità di ben 60 posti.

Stesso discorso per Porto Viro, che al 2022 aveva una sola struttura con 36 posti, quindi appena 16,9 posti ogni 100 abitanti e un’occupazione femminile del 67,7%.

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