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il caso

Pool 4.0 in liquidazione giudiziale

Il presidente Gilli: “Nessuna conseguenza per impianti e dipendenti, tutto ad Acqua Time”

Pool 4.0 in liquidazione giudiziale

Martedì il Tribunale di Ferrara ha dichiarato l’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti della Pool 4.0, la società a responsabilità limitata alla quale fanno capo la gestione della piscina Bacchelli di Ferrara, di quella di Lugo nonché di quella di Occhiobello, ma, soprattutto, dallo scorso novembre, del polo natatorio di Rovigo. Più che un terremoto, però, si tratta quasi di una tempesta in un bicchier d’acqua. O meglio, una sorta di “esplosione controllata”. Perché questo passaggio, almeno secondo il percorso delineato, non dovrebbe avere alcun riflesso diretto sia sull’apertura delle piscine, sia sui contratti dei dipendenti.

A chiarirlo è lo stesso Davide Gilli, presidente della Pool 4.0: “La decisione è partita da noi: abbiamo deciso di compiere questo passo proprio per evitare che ci potessero essere ripercussioni sui servizi e sui lavoratori. Non è una procedura aperta da un qualche debitore. E’ una scelta, per me dolorosa ma responsabile, che abbiamo deciso di compiere per i problemi che ci siamo trascinati dietro dopo le chiusure per il Covid ed il successivo aumento delle utenze. Alle piscine non succederà nulla. Il fatto è che stavamo trattando con una realtà multinazionale, interessata al nostro pacchetto di gestioni".

"Era una trattativa già avanzata, avevamo una due diligence importante e anche il parere favorevole degli amministratori che avevamo subito informato. Ero abbastanza contento dell’interessamento di questa importante realtà straniera, poi, però, a marzo abbiamo realizzato che i tempi sarebbero stati lunghi. Troppo lunghi per la situazione che ci trascinavamo dietro, visto anche l’ulteriore aumento delle utenze. Così ci siamo presentati in Tribunale”.

Si tratta quindi di una procedura volontaria, arrivata alla sentenza che ha visto la nomina di Marianna Cocca come giudice delegato e l’avvocato ferrarese Dino Ricchieri come curatore. L’udienza per l’esame dello stato passivo è stata fissata per il prossimo 15 ottobre. Ma come è possibile che una società che ha in mano la gestione delle piscine possa fallire senza conseguenze per il servizio e, soprattutto, per i dipendenti? Con estrema chiarezza e disponibilità Gilli precisa che tutto è stato possibile grazie al fatto che la gestione fosse in mano ad un’Ati, un’associazione temporanea di imprese, e non solo a Pool 4.0.

C’era, infatti, un’altra società, la Acqua Time, che è sempre riconducibile a Gilli, ma non è legata alla procedura di liquidazione e che è subentrata: “Con le amministrazioni abbiamo rivisto i termini dell’Ati, con il recesso della Pool 4.0 e il passaggio ad Acquatime che aveva già intestate le utenze ed i contratti del personale. Così non abbiamo lasciato a casa nessuno, né abbiamo interrotto il servizio nemmeno per un giorno. Abbiamo compiuto questo passo proprio per evitare che ci potessero essere problemi agli impianti. Anche perché devo rendere conto alle amministrazioni e ai cittadini, visto che gestiamo un servizio pubblico. Mi dispiace per questa turbolenza, ma vorrei che l’utenza fosse rassicurata”.

Intanto a breve, secondo gli ultimi annunci, dovrebbero completarsi i lavori alla vasca olimpionica esterna. “Speriamo”, chiosa Gilli.

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