VOCE
Lo studio
27.06.2025 - 21:00
er qualcuno non esistono, perché “ha sempre fatto caldo” e “d’inverno fa anche più freddo di prima”, ma i numeri non mentono. E, purtroppo vedono Rovigo al quarto posto in Italia per impatti dei cambiamenti climatici. Del resto, anche la nebbia qui non è più quella di una volta.
Il capoluogo polesano si piazza, infatti, ai piedi del podio nella non troppo gradevole classifica realizzata da iLMeteo.it per il Corriere della Sera, nella seconda edizione del rapporto su come è cambiato il clima in Italia negli ultimi 50 anni. In testa c’è Roma, poi un’altra città padana, Cremona, e terza è invece Latina.
I numeri presi in considerazione, si spiega, “vanno dal 1° gennaio 1975 al 31 dicembre 2024 per un totale di 284 milioni di dati, presi ora per ora per 365 giorni all’anno per cinque decenni, per tutti i capoluoghi di provincia in marito a temperatura media estiva e massima estiva (quest’ultima coincide con la massima annua), caldo intenso, notti tropicali (quelle con temperatura minima mai sotto i 20 gradi), intensità delle precipitazioni, siccità, temperatura media annuale e temperatura media mensile”.
Ecco, la somma di queste variazioni vede Rovigo “brillare” come nessuno in Veneto, con Treviso che in realtà segue a poca distanza, in sesta posizione, mentre Venezia è 16esima, Padova 56esima, Verona 57esima, Vicenza 82esima, e Belluno nel gruppo delle ultime, alla posizione numero 104 su 108.
Guardando alle varie voci, Rovigo è 15esima per aumento delle notti tropicali negli ultimi cinquant’anni, 49 in più, dalle 20 del 1975 alle 70 dell’anno scorso. Ovvero più che triplicate, da meno di tre settimane a quasi due mesi e mezzo. Le notti tropicali sono quelle nelle quali, considerando la fascia oraria dsalle 21 alle 8, la temperatura minima è superiore ai 20°C. Il loro aumento contribuisce in maniera decisiva al disagio climatico, perché rendono afose anche le notti, spesso accompagnate da un elevato valore di umidità.
Rovigo è poi 26esima per variazione della temperatura media annuale, ovvero il valore medio delle temperature registrate in città durante tutto l'anno: fra 1975, quando era pari a 13,5°, e 13° nel ‘76, è salita ai 15,2° dello scorso anno, 1,7° di differenza ma ben +2,5° di scostamento tendenziale. Temperatura che, nel 2022 ha toccato i 15,5° e che, secondo le previsioni, nel giro di cinque anni, arriverà a 15,7°, arrivando quindi a ben +3°. E se si considerano le massime estive, a Rovigo nel ’75 la media era 34°, nel 2024 36.6°, ma nel 2019, come nel 2017, è stata quasi 40°. Lo scostamento tendenziale valutato dallo studio è quindi di una variazione termica di 4,4°
Il capoluogo polesano è poi 32esimo per variazione dei giorni di caldo intenso, quelli con temperatura percepita superiore ai 32°C, calcolata come combinazione di temperatura dell’aria, velocità del vento e umidità, o con temperatura oltre i 35°: appena 13, meno di due settimane nel 1975, ben 59, praticamente due mesi, nel 2024, ovvero 36 in più, anche se la variazione tendenziale è +34.
C’è poi l’altro lato della medaglia dei mutamenti climatici, ovvero l’anomalia delle precipitazioni. Nella presentazione del rapporto, si sottolinea come “se si considera la quantità di pioggia che cade durante l’anno, non ci sono grande variazioni rispetto al XX secolo, eccetto negli anni di forte siccità come il 2022 nelle regioni nord-occidentali”.
Tuttavia, spiega Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, “la grande differenza è l’intensità delle piogge, concentrate in pochi giorni, se non in poche ore, quindi molto più devastanti con il dramma delle alluvioni lampo in zone circoscritte e poco prevedibili, specie nelle regioni del Nord dove il calore intrappolato nella pianura padana scatena, a contatto con masse d’aria più fresca, nubifragi e grandinate originate dalle cosiddette supercelle temporalesche. Il dato dell’intensità della pioggia è una delle novità che abbiamo inserito nel rapporto di quest’anno. Anche l’intensità delle piogge è un tema legato al riscaldamento globale, che fa aumentare l’evaporazione dell’acqua dai mari”.
Ecco, su questo fronte Rovigo è 31esima per anomalia delle precipitazioni e 39esima per variazione dell’intensità delle piogge, calcolata come precipitazione media che cade in un giorno, passando dai 14 millimetri del 1975 ai 24,1 nel 2024. Oltre 10 millimetri, anche se la variazione tendenziale è calcolata in 3,8 millimetri in più.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 