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Sanità

“Torri” per un ospedale più sicuro

Al via l’appalto da quasi 40 milioni per l’adeguamento sismico, antincendio ed energetico del blocco M.

“Torri” per l’ospedale più sicuro

Mentre va avanti la demolizione del corpo F si mettono in sicurezza e si migliorano energeticamente le strutture dei due corpi M

Quasi quaranta milioni per mettere in sicurezza il corpo “storico” dell’ospedale di Rovigo, con un massiccio intervento di adeguamento sismico ed antincendio, ma anche di riqualificazione energetica. A giorni si aprirà la gara di appalto. “Forse già la prossima settimana, perché abbiamo già tutta la documentazione pronta”, spiega l’ingegnere Renzo Mantovani, direttore dell’Unità Servizi Tecnici e Patrimoniali.

Il 4 giugno scorso è stato approvato il progetto definitivo e di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione per i lavori, inizialmente in due stralci, che sono stati riunificati in unico intervento secondo una richiesta arrivata dal ministero della salute che finanzia il tutto con 34,5 milioni, come da riparto regionale. Il costo complessivo a base di gara è di 36.627.419 euro, dei quali 2.988.596 di oneri sicurezza non ribassabili, cui va aggiunta l’Iva.

In buona sostanza, i lavori prevedono la realizzazione di una sorta di “contrafforti”, torri funzionali, attorno ai due blocchi M dell’ospedale: “Si tratta - spiega Mantovani - di un intervento che mira innanzitutto alla messa in sicurezza sismica sulla base di un finanziamento statale. Di fatto, sul corpo M andiamo ad inserire all’esterno una serie di torri che sono in carpenteria metallica e calcestruzzo, realizzando nuovi blocchi scale e ascensori, agganciati alla struttura con una funzione di sicurezza. In queste torri, poi facciamo passare le nuove linee di tutta l’impiantistica, realizzando nuove sottocentrali, e facendo poi salire tutta la distribuzione, in particolare di raffrescamento e riscaldamento, la cui massima efficienza, per un ospedale è particolarmente importante. Poi, lavorando sulle facciate andiamo a sostituire tutti i serramenti esterni, dove non già sostituiti, perché ormai sono datati e non hanno efficienza energetica, e installiamo il cappotto termico su tutta la facciata. Con questo intervento puntiamo poi di risparmiare parecchio poi sulla gestione dei due blocchi M1 e M2”. La stima è almeno un terzo.

L’intervento in questione è slegato dalle ristrutturazioni interne, come quelle che hanno già interessato nel recente passato la piastra poliambulatoriale e l’oncologia, ma, come spiega lo stesso Mantovani, “se riusciamo ad avere un po’ di ribasso d’asta magari andiamo avanti con altri interventi interni. Prima, però, è importante la messa in sicurezza, l’adeguamento ai criteri del risparmio energetico e la sistemazione impiantistica”. Intanto, durante i lavori, inevitabilmente saranno necessarie delle riorganizzazioni “a scacchiera” dei reparti che si trovano nei due blocchi M1 e M2, che è il vero cuore operativo dell’ospedale.

Per quanto riguarda i tempi, Mantovani spiega: “Spero che se non ci sono intoppi si riesca ad aggiudicare i lavori già entro l’anno. Abbiamo una scadenza ministeriale al 30 aprile 2026, ma vogliamo farlo prima in modo da partire con i lavori già per quella data. Per quanto riguarda la durata dei lavori, da capitolato il tempo di esecuzione è di 900 giorni”. Ovvero, quasi due anni e mezzo.

Intanto però, ci sono altri lavori che vanno avanti, come quello della demolizione del corpo F. “Abbiamo già tolto tutta la parte impiantistica e demolito l’interno: stiamo facendo le bonifiche materiali contenenti amianto, poi il blocco sarà abbattuto e non c’è, almeno per il momento, l’idea di riedificare in quel punto, con l’area che dovrebbe essere lasciata a verde e parcheggio”.

Poi c’è tutta la partita del nuovo pronto soccorso. “Siamo ancora in fasi di studio di pre-fattibilità - precisa Mantovani - È in corso la valutazione di alternative progettuali, in particolare se realizzare un nuovo corpo o se andare in ampliamento dell’esistente. Per quanto riguarda le risorse, c’è un impegno dell’azienda e della Regione”.

L’adeguamento sismico e l’ammodernamento delle nostre strutture ospedaliere è assolutamente fondamentale - rimarca il direttore generale dell’Ulss Polesana Pietro Girardi - Vogliamo che l'ospedale sia un luogo sempre più sicuro e rispondente alle esigenze dei pazienti, dei lavoratori e che sia sempre più in grado di essere efficiente anche dal punto di vista energetico. Ed è anche l’occasione per porre le basi per il rinnovamento degli impianti dell’intero ospedale”.

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