VOCE
L’analisi
29.06.2025 - 05:00
In questo primo scorcio dell'anno il Tribunale di Rovigo ha dichiarato 24 fallimenti, o, per meglio dire, secondo la nuova normativa, liquidazioni giudiziali. Un dato sostanzialmente in linea con quello del 2024, quando erano state in tutto l'anno 44. Quello che si può notare, tuttavia, è che è aumentata la già alta incidenza sul totale delle imprese fallite di quelle che operano nel settore dell'edilizia.
Nel 2024, infatti erano state ben 9, praticamente una su cinque. Quest'anno, invece sono state 6 su 24, quindi esattamente una su quattro. Non è un caso.
Come emerge dall'analisi "Scenari regionali dell'edilizia: Veneto" da parte dell'Ance, l'associazione dei costruttori edili di Confindustria, dopo anni di crescita e di spinta dell'edilizia all'economia del Paese e, nello specifico, della Regione, si conferma una inversione di tendenza dei risultati economici del settore. Nel 2024, infatti, gli investimenti in costruzioni in Veneto hanno registrato una flessione, pari al 5,6%, e, si prevede, caleranno di un ulteriore 6,5% nell'anno in corso. Ciò è dovuto al crollo della manutenzione straordinaria abitativa, derivante dalla conclusione della spinta dei bonus fiscali, Superbonus 110 in primis, parzialmente compensata dagli investimenti in lavori pubblici trainati dal Pnrr. Per quanto riguarda una dimensione numerica del Superbonus, degli 1,8 miliardi di lavori realizzati nel 2024, solo 130 milioni sono stati effettuati nel periodo tra aprile e dicembre, mentre nei primi 4 mesi del 2025 il dato è di appena 133 milioni. Va pur detto che in Veneto risultano avviati o conclusi circa il 62% dei cantieri di questo tipo, un livello superiore alla media nazionale del 51%.
Fra l'altro, se già nel 2023 i dati Istat sui permessi di costruire riferiti all'edilizia residenziale, indicavano nel 2023 una flessione del -8% a livello regionale, in linea con il -8,4% nazionale, in provincia di Rovigo la contrazione è stata di ben il -30,7%. Erano stati, infatti, 219 nel 2021, 179 nel 2022 e 124 nel 2023. Appena l'1,7% del totale regionale, pari a 7.195.
Del resto, la distribuzione per provincia delle imprese attive nel settore dell'edilizia evidenzia un peso prossimo al 20% in ciascuna delle province di Padova, Verona e Treviso, seguono Vicenza col 17,1% e Venezia col 16,4%, mentre Rovigo ha, come Belluno, una quota pari a circa il 4% del totale, rispettivamente il 4,3% ed il 3,9%. Le realtà censite in Polesine sono in tutto 2.150.
La dimensione media delle imprese oscilla tra valori prossimi alla media nazionale (3 addetti per impresa) nel caso di Rovigo, 3,1, e anche di Venezia, 3, fino a scendere a 2,6 addetti per impresa nella provincia di Padova. In media, il Veneto si attesta 2,8 in linea con il Nord-Est, ma inferiore al dato di media nazionale.
Guardando alle erogazioni di finanziamenti per investimenti in edilizia residenziale, in Veneto il 2024 si è chiuso con una stazionarietà rispetto al 2023, +0,7%, che va ad aggiungersi a due anni consecutivi di cali. Tuttavia, analizzando i dati provinciali emerge che soltanto nelle province di Verona e Vicenza i flussi destinati alle imprese per questa tipologia di investimento sono aumentati, e non poco, rispettivamente +17,8% e +22,1%, mentre Rovigo ha fatto registrare un calo di ben il -21,6%, da 25,6 milioni a 20 milioni, dopo che già il 2023 si era chiuso con un -12,9% sul 2022. La flessione percentuale maggiore fra tutte le province, con Padova che segue con il -15,9%.
Fra l'altro, anche nel 2024 è proseguito il calo di erogazioni di finanziamenti per investimenti nel comparto non residenziale, con una ulteriore diminuzione dell'8,3% rispetto al 2023. E, anche in questo caso, a Rovigo la flessione è superiore alla media, il -11,6%, con il flusso di nuovi mutui per investimenti non residenziali, di per sé già nettamente inferiore in valore assoluto a quello delle altre province, che passa da 13,9 milioni a 12,3 su un totale regionale di 429,5 milioni.
Tuttavia, il mercato immobiliare residenziale in Veneto ha mostrato nel corso del 2024 segnali di miglioramento, interrompendo la dinamica negativa dell'anno precedente. Secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, lo scorso anno si è concluso con un numero di compravendite residenziali pari a 63.788, segnando un incremento del +1,1% rispetto al 2023. Disarticolando l'analisi a livello provinciale, si osservano segni positivi nel numero di abitazioni compravendute in molte delle province venete, con variazioni che oscillano tra il +0,3% di Rovigo e il +6% di Venezia. In particolare, l'aumento registrato nelle province di Rovigo (+0,3%), Treviso (+1,1%) e Venezia (+6%), è attribuibile alla maggiore vivacità dell'attività transattiva nei comuni minori, in crescita su base annua del +0,8% nella provincia di Rovigo, mentre la città capoluogo presenta una variazione negativa del -1,1%. In tutto le compravendite per uso abitativo in Polesine nel 2024 sono state 3.041, delle quali 695 a Rovigo città.
L'altro lato della medaglia, però, è che a conferma di ciò, l'indice di accessibilità elaborato dall'Ance per i capoluoghi di provincia del Veneto, che misura le difficoltà per le famiglie meno abbienti, con redditi inferiori a 18.500 euro annui, nell'acquisto della casa, se a Venezia e Treviso le famiglie devono destinare rispettivamente il 54,6% e il 48,6% del proprio reddito al pagamento della rata del mutuo, e a Padova, Vicenza e Verona, si osservano valori di criticità che oscillano tra il 35,3% di Padova e il 39,6% di Verona, Rovigo è con Belluno l'unica città nella quale l'indicatore scende al di sotto della soglia critica del 30%, rispettivamente 24,6% e 23%. Analogamente, l'indice di accessibilità delle case in affitto, 24,4%, è il più basso di tutta la regione.
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