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Iras

Piano di risanamento in tre punti

Ecco i termini del progetto per abbandonare la strada del ricorso in Consiglio di Stato

Piano di risanamento in tre punti

Consiglio comunale decisivo per il futuro di Iras e della complessa vicenda che vede coinvolta, oltre al Comune, anche la Regione. L’aula di palazzo Nodari, convocata martedì prossimo alle 15.45, dopo il primo punto dedicato a interrogazioni e interpellanze che di consueto dura circa un’ora, entrerà nel vivo della questione che da un decennio tiene in scacco la casa di riposo della città. Il secondo punto dei lavori del consiglio, infatti, è dedicato alla discussione e “approvazione dello schema di ‘accordo di definizione stragiudiziale’ tra il Comune di Rovigo, l’Istituto rodigino di assistenza sociale e la Regione del Veneto in merito alla controversia pendente avanti al Consiglio di Stato”. Palazzo Nodari, la Regione e Iras, insomma, sono arrivati al dunque. In ballo c’è l’accordo, in parte già anticipato dal sindaco Valeria Cittadin nei giorni scorsi, per chiudere il contenzioso con Iras e la Regione. La proposta di accordo contenuta nel piano di risanamento elaborato dalla commissaria straordinaria di Iras Tiziana Stella nel corso di mesi e mesi di trattative con Comune e Regione si articola in tre punti: il primo prevede che palazzo Nodari “eroghi gli importi dovuti a titolo di ammortamenti residui - secondo quanto previsto nell’ipotesi di cessazione anticipata della famosa convenzione-contratto del 2004 - per un importo non inferiore a 1,8 milioni di euro”, il secondo indica che la “Regione Veneto metta a disposizione risorse finanziarie per 1,9 milioni di euro complessivi con specifico vincolo di destinazione ai dipendenti e ai fornitori di beni e servizi indispensabili alla esecuzione del servizio pubblico. Infine, il terzo punto ovvero che “le banche accettino la proposta di definizione a saldo e stralcio nella misura non superiore al 25 per cento dell’intero ammontare, in conformità alla proposta di piano”.

E’ questa, in sintesi, la via di uscita dalla crisi di Iras progettata da Stella, e condivisa con il sindaco Cittadin e l’assessore regionale a sanità e sociale Manuela Lanzarin, dopo che il tentativo di esternalizzare, ossia di privatizzare il servizio di gestione della casa di riposo di San Bortolo, è fallito. Così le parti in causa abbandonano la strada del contenzioso in Consiglio di Stato a cui è ricorso il Comune, impugnando la sentenza del Tar Veneto del 22 gennaio 2024. Sentenza che ha bocciato i ricorsi, uno principale e tre per motivi aggiunti, presentati dal Comune contro il recesso unilaterale di Iras dalla famigerata concessione-contratto del 2004 che lega Casa Serena, di proprietà del Comune, a Iras. E a proposito di Casa Serena, il sindaco nei giorni scorsi ha dichiarato che, chiuso il capitolo del contenzioso con Iras una volta votata la proposta di accordo in consiglio comunale, per l’amministrazione comunale si apre il capitolo del futuro dell’immobile di via Bramante “che rischia di diventare l’ennesimo vuoto urbano”. Il complesso, tra l’altro, presenta “gravi problemi strutturali” ha evidenziato il sindaco e su di esso pende un vincolo di destinazione d’uso al quale la Regione sarebbe però pronta a mettere mano attraverso una apposita delibera di giunta.

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