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La sperimentazione

Arma sonora contro il granchio blu

Davanti ai tecnici di Università di Padova e Ispra buona prova del dissuasore creato da due polesani

Arma sonora contro il granchio blu

Potrebbe arrivare dal cuore del Polesine la soluzione tanto attesa per arginare l’avanzata del granchio blu, l’alieno che ha seminato distruzione nel mondo della pesca nostrana, il famigerato crostaceo atlantico che da tempo mette a rischio l’economia delle lagune venete e non solo.

Nella tarda mattinata di venerdì, una delegazione d’eccezione ha assistito a Porto Tolle alle prove tecniche di un innovativo dissuasore sonoro, brevettato da due ingegnosi polesani, Roberto Passarella e Giacomo Perazzolo. La dimostrazione ha visto la partecipazione del commissario straordinario per il contenimento del granchio blu, Enrico Caterino, dell’assessore regionale Valeria Mantovan, del sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli, oltre a tecnici qualificati dell’Università di Padova e dell’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e, naturalmente, di alcuni pescatori locali, i più direttamente interessati dagli effetti devastanti del crostaceo.

L’invenzione, come spiega Roberto Passarella, è arrivata quasi per caso: “L’idea è nata un po’ di tempo fa quando, battendo su di un tubo, mi sono accorto della reazione del granchio”. Da quell’intuizione, Passarella, affiancato dall’amico Giacomo Perazzolo, tecnico elettronico, ha sviluppato uno strumento in acciaio capace di emettere frequenze sonore specifiche. “Si tratta di un dissuasore elettronico completamente autonomo e alimentato da pannelli fotovoltaici”, racconta Perazzolo, sottolineando l’innovazione del dispositivo. Il prototipo è stato testato per oltre sei mesi in un vivaio a Porto Levante, di proprietà di Virginio Mantovan, ottenendo risultati sorprendenti. “Lo abbiamo testato per più di sei mesi e ci siamo subito resi conto che i risultati erano molto buoni - spiega Roberto - A quel punto abbiamo deciso di brevettarlo”.

Le prove sul campo hanno rivelato che le frequenze sonore emesse dal dissuasore disturbano il granchio blu, impedendogli di entrare nelle aree di allevamento delle vongole e riducendo la sua presenza fino al 90%.

L’iniziativa ha ricevuto il plauso delle istituzioni presenti. L’assessore regionale del Veneto Valeria Mantovan ha espresso il suo ottimismo in un post su Facebook: “Ho partecipato a un sopralluogo con il commissario straordinario per il contenimento del granchio blu e con il sindaco di Porto Tolle. Abbiamo incontrato alcuni pescatori del territorio per verificare da vicino l’efficacia di alcuni dispositivi sperimentali per contrastare la diffusione del granchio blu. Il nostro ecosistema lagunare rappresenta una ricchezza economica, ambientale e culturale che va protetta con determinazione e concretezza”. L’assessore ha ribadito l’importanza della collaborazione tra istituzioni e operatori. “Il confronto diretto con chi lavora ogni giorno in acqua è fondamentale per individuare soluzioni pratiche ed efficaci. Continuiamo a lavorare insieme, istituzioni e operatori, per tutelare le nostre lagune e il futuro della pesca”.

Anche il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, da sempre in prima linea nella lotta al granchio blu, si è mostrato fiducioso. “Avevo curato la questione da consigliere provinciale con delega alla pesca. Si erano presentati da me i signori che hanno brevettato questo dissuasore e, tra le tante idee che mi sono state sottoposte, questa la trovo molto interessante per cercare di attenuare l’impatto del granchio blu”. Il sindaco ha confermato che si stanno valutando ulteriori passaggi: “Assieme al commissario Caterino e all’Ispra, che è l’ente tecnico che certifica, si stanno facendo alcune valutazioni”.

Al termine della presentazione e delle verifiche, l’impressione generale è stata molto positiva. Lo strumento, brevettato dai tre amici, potrebbe davvero rappresentare il “vero nemico” del granchio blu, il predatore che sta mettendo in ginocchio gli allevamenti di vongole.

Le autorità stanno ora valutando l’eventuale finanziamento di questo progetto, che potrebbe rivelarsi cruciale per il contenimento di questa specie invasiva e per la salvaguardia di un settore economico vitale per la regione.

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