VOCE
SOCIALE
06.07.2025 - 09:00
Iras di Rovigo
Torna a far parlare di sé l’accordo tra Comune e Regione per salvaguardare Iras, i posti di lavoro e anche la sua natura di ente pubblico. Questa volta a prendere parola è la Uil funzione pubblica di Rovigo con il suo segretario generale Cristiano Pavarin. Il sindacato è sostanzialmente soddisfatto del risultato raggiunto dall’amministrazione Cittadin in accordo con l’assessorato regionale ai Servizi sociali e Sanità guidato da Manuela Lanzarin e il commissario Tiziana Stella, ma non manca di far notare che il milione che il Comune risparmia nella partita, lo pagheranno i dipendenti.
“Dopo che è stata scongiurata, fortunatamente a nostro avviso, l’ipotesi di project financing per l’affidamento a un privato della gestione dell’assistenza degli anziani dell’Iras - premette Pavarin - ora è stato elaborato un nuovo piano di risanamento che segue la traccia che da anni, come Uil Fpl, abbiamo indicato come percorribile: la transazione fra Comune e Iras per la chiusura della convenzione capestro di Casa Serena e un investimento forte sulla struttura di San Bortolo”.
Tutto bene quel che finisce bene? Per Uil Fpl mica tanto, perché, facendo i conti in tasca al Comune e alle banche, il sindacato fa il suo “mestiere” e sottolinea il sacrificio in termini economici della forza lavoro all’interno dell’ente, pur consapevoli del momento difficile e dell’incubo privatizzazione superato.
“Purtroppo - continua Pavarin - oltre al problema relativo al futuro del vuoto urbano di Casa Serena, ce n’è un altro che non è stato evidenziato da nessuno e che, invece, riteniamo necessario che la cittadinanza sappia: tutto il piano che verrà presentato martedì prossimo al consiglio comunale si basa su un ulteriore sacrificio che è stato chiesto ai dipendenti. Non intendiamo, ora, metterci di traverso ma vorremmo che, quanto meno, fosse riconosciuto a queste persone il sacrificio che sono chiamate a fare. Ovvero, rinunciare in parte alle somme dovute e non erogate previste dal contratto per quanto riguarda i trattamenti economici accessori, come indennità, premi e altri compensi, che integrano la retribuzione base. Soldi previsti dal contratto. E non parliamo di una cifra irrilevante, perché si tratta di oltre un milione e mezzo”.
Di questa somma rilevante, stando a quanto proposto nel piano di risanamento, i lavoratori che accetteranno la proposta, otterranno solo il 18,2% pari a 300mila euro.
“Ecco, quando si guarda alle ‘generose’ banche che accettano una proposta di saldo e stralcio del debito al 25%, ricordiamoci di chi in tutta questa vicenda mostra davvero la propria generosità nei confronti dell’Iras - continua Cristiano Pavarin - E anche il ‘risparmio’ per le casse dell’amministrazione comunale, circa un milione rispetto al previsto, soldi già in bilancio, andrebbe forse inquadrato in quest’ottica. Non ci dimentichiamo del sacrificio che i lavoratori sarebbero disposti ad accettare, l’ennesimo sacrificio, per mantenere in vita e pubblica la casa di riposo più grande del Polesine. Perché è a queste persone, e non ad altri, che i cittadini devono dire grazie. Un’altra volta”. Martedì prossimo 8 luglio alle 15,45 il consiglio comunale si riunirà per l’avallo dell’aula a un accordo che fino a un anno fa era impensabile.
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