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Corriere allo scalo merci, si riparte

Il sindaco Cittadin: “L’obiettivo è realizzare un’autostazione dei bus vicino alla stazione”

Corriere allo scalo merci, si riparte

L’obiettivo di spostare la stazione delle corriere da piazza Cervi all’ex scalo merci ferroviario riprende vita. L’ipotesi che per anni è stata una sorta di chimera, immaginata e discussa ma mai tradotta in realtà adesso fa un concreto passo in avanti. Ad intraprendere il nuovo tentativo è l’amministrazione di palazzo Nodari che mercoledì ha determinato l’impegno di spesa di circa 13mila euro per affidare ad un professionista esterno all’ente il compito di realizzare un Docfap, acronimo che sta per “documento di fattibilità delle alternative progettuali”. Il professionista individuato, nello specifico, è l’ingegnere rodigino Alessio Pipinato dello studio Alessio Pipinato & partners architectural engineering di viale Tre Martiri.

Da tempo il sindaco Valeria Cittadin ha espresso tra i propri obiettivi quello di trasferire il trasporto pubblico extraurbano in una sede più adeguata rispetto a quella attuale, situata davanti alla chiesa del cuore immacolato di Maria e Sant'Ilario, meglio conosciuta come chiesa della Commenda e adiacente la sede dell’Inps. Non a caso, la determina di impegno di spesa chiarisce che “è intenzione di questa amministrazione, di concerto con l’ufficio tecnico, procedere alla ‘Realizzazione di un’autostazione delle corriere presso l’ex scalo merci della stazione ferroviaria di Rovigo’, con lo scopo di creare un centro di trasporto pubblico che faciliti l'intermodalità tra diverse tipologie di trasporto, in particolare gomma (autobus) e rotaia (treno), oltre a migliorare l'efficienza e l'accessibilità del trasporto pubblico nel suo complesso”.

E mercoledì, a proposito del documento di fattibilità delle alternative progettuali affidato a Pipinato, il sindaco ha spiegato: “Sostanzialmente siamo ‘in fieri’ ma abbiamo avviato una interlocuzione con le ferrovie. Stiamo facendo delle valutazioni e, quindi, ci stiamo attrezzando tecnicamente per essere supportati e accompagnati in questa fase”.

Il percorso verso una eventuale nuova stazione delle corriere vicina alla stazione ferroviaria è agli albori. Infatti, con l’approvazione del “docfap” da parte dell’amministrazione comunale “e la scelta della soluzione ritenuta migliore in termini di costi-benefici, l’intervento potrà essere inserito nella programmazione triennale dell’ente”, spiega la determina. In altre parole, la strada da percorrere è ancora lunga e palazzo Nodari è solo all’inizio. Il nodo da sciogliere è legato alla proprietà dell’ex scalo merci in capo alle Ferrovie dello Stato italiane.

Inoltre, il trasferimento del terminal dei bus extraurbani dovrà necessariamente coinvolgere anche palazzo Celio, dato che la Provincia è il titolare del servizio. In precedenza, nel 2022, Comune e Provincia grazie all’intervento del consigliere regionale Laura Cestari avevano avviato una trattativa con Sistemi urbani, azienda partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato italiane che ha il compito di valorizzare il patrimonio del gruppo non funzionale all'esercizio ferroviario e di svolgere servizi integrati urbani. Ma poi tutto si è arenato. Ma numerosi altri tentativi di trovare un accordo sono stati fatti nel corso degli anni precedenti. Basti pensare che proprio l’attuale collocazione in piazza Cervi, adottata nel 2002, doveva essere una soluzione provvisoria dopo lo sgombero dei bus da piazzale di Vittorio. Da allora sono passati 23 anni e il capolinea ancora non si vede.

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