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L’INTERVISTA

“Assessore? Col sì dei consiglieri”

“Taglio nastri? Sono un sindaco tra la gente. E su Casa Serena ci sarà una grossa sorpresa”

“Assessore? Col sì dei consiglieri”

“Taglio nastri? Sono un sindaco tra la gente. E su Casa Serena ci sarà una grossa sorpresa”

Valeria Cittadin si gode la “top ten” nella classifica dei sindaci più amati dai propri concittadini. Ma, intanto, continua a lavorare: in particolare, su Casa Serena, annuncia presto importanti novità. Senza perdere però di vista la situazione politica interna alla sua maggioranza, e proprio su questo fronte avvisa: il nuovo, futuro, assessore di FdI deve avere la fiducia del gruppo consiliare, altrimenti si rischia di fare la fine di Piva e Bergamin...

Sindaco Cittadin, partiamo dall’inizio: nella recente classifica del “Sole 24Ore” è risultata il nono sindaco più amato d’Italia. Un record per Rovigo, come se lo spiega?

“Ho fatto una campagna elettorale ascoltando i cittadini e diventata sindaco non sono salita sul gradino per guardarli dall’alto al basso. Continuo a incontrarli tutti i giorni, senza distinzioni, e ad ascoltare le loro richieste”.

Detta così sempre tutto facile…

“Non è facile, ci vuole umiltà e tempo, tanto tempo. Servirebbero giornate di 48 ore per non scontentare mai nessuno”.

Inutile nasconderlo: c’è chi la critica indicandola come il sindaco degli aperitivi e dei tagli del nastro.

“Sono praticamente astemia, se qualcuno propone un brindisi accetto per cortesia e non ci vedo niente di male. Chi invita con piacere il sindaco per commemorazioni o inaugurazioni è giusto venga accontentato”.

A parte le strette di mano, sono tanti i fascicoli con cui ha già dovuto fare i conti in questo primo anno.

“Passo anche tante ore in ufficio ma nessun sindaco è solo: ci sono gli assessori e tutta la macchina amministrativa fatta di dirigenti, funzionari, tecnici e operai. Stiamo portando avanti tutto il possibile”.

E i risultati?

“Mi pare che ne siano arrivati già molti, per esempio abbiamo chiuso il caso Iras: la casa di riposo rimane pubblica e l’epoca dei litigi è archiviata. Un anno fa rischiava la privatizzazione e il caso era davanti ai giudici”.

Il prezzo però potrebbe essere quello di ritrovarsi con un altro vuoto urbano: Casa Serena.

“Stiamo valutando diverse opzioni e potrebbero esserci grosse sorprese. Ci vuole però un po’ di prudenza e anche di scaramanzia. E’ presto per anticipare qualcosa. Certo che la casa di riposo su due sedi non era sostenibile”.

E le “grandi opere”?

“Stiamo asfaltando ovunque. Solo l’intervento di via Lina Merlin vale un milione di euro. Asfalto nuovo vuol dire sicurezza stradale”.

Da marzo, però, in giunta manca un assessore. Quando arriverà l’attesa nomina?

“Il mese scorso ho detto come la penso, per ottenere risultati un’amministrazione deve poter contare su una maggioranza solida, ampia e coesa”.

Il posto spetta a Fratelli d’Italia…

“E io sono pronta a fare la nomina, a patto che il nome proposto abbia il consenso esplicito dei consiglieri comunali del gruppo Fdi, che sono nove. Non può essere un nome divisivo. Per ribaltare un sindaco bastano cinque consiglieri ma anche mettersene contro soltanto quattro vuol dire bloccare una amministrazione”.

Non ha paura di un muro contro muro con FdI?

“E’ proprio perché non voglio il muro contro muro né con i consiglieri comunali di FdI né con le segreterie che mi aspetto da queste ultime una soluzione che non crei tensioni. Sono i consiglieri a dare e togliere la fiducia a un sindaco, sono loro che alzano la mano in consiglio comunale”.

E se il partito dovesse dire che i consiglieri di FdI devono sottostare agli ordini di scuderia, che succede?

“Ho fiducia che il partito non mi metterà nell’imbarazzo di scegliere tra i consiglieri e le segreterie. Sono anche convinta che il partito sarà in grado di farmi una proposta che sarà frutto di sintesi condivisa. I consiglieri non sono revocabili né ricattabili, fanno quello che vogliono, sono lì perché sono stati eletti. Se non vengono presi in considerazione mandano a casa i sindaci, è successo sia a Piva sia a Bergamin. Dalla storia bisogna imparare quindi da Fratelli d’Italia non mi aspetto imposizioni ma la capacità di trovare una soluzione condivisa con il gruppo consiliare”.

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