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Il nuovo presidente dell'adriese: “Sono qui grazie a Scantamburlo”

L’imprenditore di Adria Emanuele Mancin è il nuovo presidente (e salvatore) dell’Adriese

Il nuovo presidente dell'adriese: “Sono qui grazie a Scantamburlo”

Se l’Adriese potrà gustarsi la sua decima stagione di fila in Serie D, una grande fetta del merito va attribuita al suo nuovo presidente, Emanuele Mancin.

Imprenditore adriese nel settore delle demolizioni e degli scavi, 53 anni, legato da tanti anni dal punto di vista lavorativo alle Cartiere del Polesine e al suo presidente Luciano Scantamburlo, la sua figura è spuntata a sorpresa sulla scena granata venerdì 4 luglio, durante la contestazione dei tifosi al suo predecessore Massimiliano Onofri. Un documento (un verbale di assemblea dei soci) portato in sede dal direttore tecnico Nico Moretti vedeva comparire il nome di Mancin in qualità di nuovo presidente, a patto che Onofri lo firmasse dimettendosi. Firma che si è fatta attendere per diversi giorni per arrivare solo giovedì al fotofinish, consentendo all’Adriese di avere un nuovo numero uno e alla segretaria Arianna Pozzato di presentare in tempo la domanda d’iscrizione (corredata da tutti i pagamenti richiesti), accettata nemmeno 24 ore dopo dalla Covisod.

Pur col brivido, tutto è bene quel che finisce bene, insomma. Mancin, come si sente da nuovo presidente dell’Adriese?

“E’ una bella emozione, che bisogna portare avanti a testa alta e con attenzione. Il nostro obiettivo è sempre di fare il massimo. Del resto conoscevo l'ambiente granata, in particolare il settore giovanile perché ci gioca mio figlio Nicola. Assieme a me c’è anche Marco Perazzolo, col quale compongo il nuovo cda societario: al momento siamo noi due, poi entrerà una terza figura ancora da definire”.

Come sarà l’Adriese 2025-26? Si parla della conferma del tecnico Roberto Vecchiato e di una base di 6/7 giocatori della scorsa stagione, a partire da capitan Nicolò Montin.

“Credo proprio di sì, ma martedì avremo una riunione per definire tutte le questioni in ballo e partire. L’auspicio è di continuare anche con Vecchiato: non lo conosco approfonditamente, ma ne ho sempre sentito parlare bene. Nei giorni scorsi dovevamo concentrarci sull'iscrizione della squadra, avevamo tempi tiratissimi”.

Giovedì è stata una giornata tesissima…

“Sembrava scontato che la squadra ormai non venisse iscritta ed eravamo agli sgoccioli: ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Merito del lavoro di tante persone, tra cui la segretaria Arianna Pozzato, la famiglia Gorda e lo stesso Moretti, sempre presente anche più di altre persone. Senza dimenticare i tifosi, che hanno fatto la loro parte ed erano preparatissimi. Onofri? Non l’ho mai conosciuto e non posso dire nulla, con lui ho solo scambiato qualche telefonata: ha fatto ciò che ha promesso, dimettersi”.

Com’è emersa la sua figura, ai primi di luglio?

“Tutto è cominciato da Luciano Scantamburlo. Mi ha chiamato e ci siamo incontrati, chiedendomi di portare avanti il nome dell’Adriese. Ci vediamo sempre e ascolto i suoi consigli: se siamo cresciuti come azienda è stato anche per merito suo”.

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