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POLITICA
14.07.2025 - 07:04
Campanile: “Deve essere uno di noi”. Amidei: “Non si pensi a governare con uno in meno...”
Lo schema del dibattito interno a Fdi in merito alla nomina dell’assessore mancante è tutto qui. Con Valeria Cittadin che ha ributtato il pallone nel campo interno al partito, chiedendo “responsabilità e coesione” nell’indicare un nome che possa riscuotere l’ok del gruppo consiliare, senza il consenso del quale “si va a casa, come Piva e Bergamin”.
Una presa di posizione che non piace fino in fondo a Bartolomeo Amidei, commissario provinciale del partito, che reagisce con una provocazione: “Mi chiedo perché non ci si sia attenuti a questo eccesso di democrazia anche quando sono stati mandati a casa due assessori di Fdi in pochi mesi: in quel caso si è chiesto l’ok al gruppo?”. E poi affonda: “L’ok dei consiglieri lo chiede il partito, non il sindaco. Non serve che si scomodi a darci indicazioni”. Amidei continua: “Non è che il sindaco stia pensando di poter amministrare comunque, anche con un assessore in meno? Sarebbe una scelta legittima, che rispetterei. Ma a quel punto dovrei far notare che Fdi avrebbe un posto in meno rispetto a quanto concordato”. E lì si aprirebbe un nuovo fronte.
Nel merito, invece, per il senatore e commissario “trovare una convergenza dei componenti del nostro gruppo su un unico nome appare in questo momento molto difficile”. Non per il capogruppo, Renato Campanile che, pur non nascondendo la difficoltà, dice: “Prima o poi il nodo si scioglierà. Fare sintesi è una necessità. In ogni caso, noi consiglieri continuiamo a fare il nostro dovere in aula, appoggiando la maggioranza e sostenendo il sindaco”.
Su una cosa, però, Campanile non transige: “Come detto anche in occasione della nomina ad assessore di Andrea Denti, ribadisco che il nuovo componente di giunta deve essere scelto all’interno del gruppo consiliare: deve essere uno di noi nove, uno che ci ha messo la faccia e ha preso i voti, non certo un esterno”. E Piscopo (indicato da Amidei ma che non ha ricevuto l’ok della maggioranza del gruppo) allora? “Non ha raggiunto il quorum, purtroppo è andata così”, allarga le braccia Campanile. Che poi aggiunge: “Ma il nome giusto verrà fuori”. Quando? “Non spetta a me dirlo, è una questione che gestisce il capo del partito”. E il gioco ricomincia.
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