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“Noi, al servizio della cultura”

Alina Baleanu e Emma Scappini saranno impegnate per i prossimi 12 mesi in biblioteca

“Noi, al servizio della cultura”

Dal 30 giugno hanno preso il via i progetti di servizio civile universale nella Cittadella della cultura di Lendinara, voluti dall'amministrazione comunale e organizzati con il supporto dell'associazione Amesci.

Alina Baleanu e Emma Scappini presteranno il loro servizio per i prossimi 12 mesi supportando la biblioteca nelle attività quotidiane, ma anche fornendo il loro contributo in importanti progetti culturali. Grazie alla loro formazione specifica hanno già iniziato ad affiancarsi nelle azioni di avvio del progetto di digitalizzazione dei fondi archivistici legato all'importante contributo ministeriale Pnrr d'intesa con la digital library, saranno poi coinvolte nelle ricerche e nell'allestimento della mostra autunnale su Giacomo Casanova.

L’obiettivo del progetto del servizio civile universale è infatti quello di promuovere la cura e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale dei centri minori del Veneto, in un'ottica di sviluppo locale e turistico responsabile e sostenibile al fine di promuovere un modello di sviluppo che tenga conto dell'impatto sociale, culturale ed economico della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.

In questi mesi estivi la Cittadella della cultura ha poi in corso due tirocini universitari e più di dieci progetti di alternanza scuola-lavoro con quattro istituti superiori delle province di Padova e Rovigo, ed è al momento l'istituto culturale del Polesine che offre il più alto numero di partnership formative con scuole ed atenei.

“Ho fortemente voluto fin dall'inizio il servizio civile in Comune – ha commentato il sindaco Francesca Zeggio - in particolare in biblioteca, il luogo della cultura. Spero che anche per Alina ed Emma possa essere un'esperienza positiva e possa per loro essere un trampolino di lancio. Insieme a loro ci sono molti ragazzi che stanno facendo Pcto con la scuola e anche alcuni ragazzi che stanno facendo la tesi, e siamo già a sei in un solo anno. La Cittadella si conferma quindi non solo un luogo di cultura ma anche grazie agli archivi è un luogo dove possono crescere giovani studiosi”.

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