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Rette più care: “Fate chiarezza”

Interrogazione del gruppo Fratelli d’Italia. Il sindaco: “Incontro in Regione, momento delicato”

Rette più care: “Fate chiarezza”

La situazione del Centro Servizi Anziani di Adria arriva in Consiglio comunale. A portarla all’attenzione dell’aula è un’interrogazione firmata dai consiglieri di Fratelli d’Italia, Sandra Passadore e Simone Ceccarello. Al centro, le dimissioni della presidente Elisa Romani e le condizioni economiche, gestionali e occupazionali dell’ente.

Secondo i consiglieri, l’uscita dai vertici di Romani e di un altro componente del cda ha destato “forte preoccupazione tra cittadini, lavoratori e famiglie degli ospiti”.

Si chiede dunque al sindaco Massimo Barbujani di chiarire ufficialmente le motivazioni delle dimissioni. Romani aveva spiegato nei giorni scorsi di aver preso una “scelta seria e responsabile”, legata all’impossibilità di garantire una presenza costante a causa del lavoro fuori regione e degli impegni familiari.

Fratelli d’Italia chiede inoltre se l’amministrazione fosse informata delle difficoltà e se abbia avviato un confronto con la governance dell’ente. A oggi si sa che una delegazione del cda, insieme al sindaco, è stata ricevuta in Regione dall’assessore alla Sanità e ai Servizi sociali Manuela Lanzarin. Una riunione di giunta sul tema era prevista anche lo scorso lunedì sera.

Nel mirino dei consiglieri anche lo stato economico della struttura. Il bilancio previsionale 2025, approvato a fine febbraio, si è rivelato affetto da un errore materiale. “Se ce ne fossimo accorti prima - aveva chiarito Romani - ci sarebbe stato margine per intervenire. Ma ci siamo insediati il 14 febbraio e il bilancio andava approvato entro il 28”. Le azioni correttive già in campo, illustrate in un comunicato del cda firmato solo da Romani, Rita Campioni e Daniela Pasquali, prevedono l’inserimento di nuovi ospiti autosufficienti e l’adeguamento di alcuni servizi. Solo come ultima opzione resta l’adeguamento delle rette a partire da ottobre: “L’incremento - aveva spiegato Romani - è di 2 euro al giorno, contro i 4,57 che sarebbero stati necessari. Abbiamo scelto di contenere l’impatto per le famiglie”.

Altro nodo critico, quello del personale. A giugno i lavoratori avevano proclamato lo stato di agitazione per l’introduzione della nuova matrice dei turni, avviata a maggio in via sperimentale. Dopo un incontro in Prefettura è stato concordato di proseguire con la sperimentazione fino all’autunno. Nel frattempo, è stato avviato anche un progetto di welfare che prevede pasti da asporto calmierati per i dipendenti, per facilitare la conciliazione vita-lavoro.

Fratelli d’Italia chiede ora che su tutti questi aspetti venga fatta chiarezza in aula, con una risposta orale urgente.

"Stiamo vivendo un momento molto delicato, e dispiace perché le prospettive iniziali erano ben diverse - commenta il sindaco Massimo Barbujani - ora serve grande attenzione e responsabilità. Il fatto stesso che, nel giro di una settimana, siamo riusciti a incontrare l’assessore regionale Manuela Lanzarin dimostra quanto la questione sia prioritaria. Sono già in programma ulteriori riunioni operative, con il cda e con la maggioranza, che si riunirà lunedì prossimo. Non si tratta di un fuggi fuggi, ma di un passaggio complesso che va gestito con lucidità. Mi sto adoperando ogni giorno, anche se non sempre lo comunico pubblicamente. Quello che mi preoccupa - aggiunge - è che i continui allarmismi finiscano per danneggiare l’immagine del Csa e vanificare il lavoro serio che viene portato avanti all’interno della struttura”.

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