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I numeri dell’azzardo

Oltre mezzo miliardo nel gioco

Ogni polesano nel 2024 ha speso 2.349 euro, in totale 534 milioni. Più della metà alle “macchinette”

Oltre mezzo miliardo nel gioco

Oltre mezzo miliardo di euro. Per l’esattezza, 534.132.726 euro. Pari a quanto l’Unione europea ha appena annunciato di voler stanziare in un biennio per investimenti nella ricerca per attirare gli accademici in fuga da Trump. Pari a quanto con il Pnrr è stato stanziato per lo “Sviluppo della logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo” in tutta Italia. Invece, è la somma che i polesani hanno speso per l’azzardo nel 2024. Considerando anche neonati e centenari, si tratta di 2.349 euro pro capite, ben di più della media veneta, che si attesta a 1.862 euro a testa, tuttavia inferiore alla media nazionale, 2.670 euro, sostenuta soprattutto dai volumi di Campania, Calabria e Sicilia. A livello nazionale nel 2024 il totale del giocato è stato di oltre 157 miliardi, il 6,5% in più rispetto al 2023, circa il 7,2% del nostro Pil e superiore di 20 miliardi alla spesa sanitaria complessiva, mentre in Veneto sono finiti nell’azzardo 9 miliardi.

Numeri che lasciano quasi senza parole, alla faccia del proclamato impegno contro la piaga della ludopatia, ma che purtroppo non sono una novità. Anche se la loro crescita è spaventosa. Appena due anni fa, nel 2022, i volumi di giocato dei polesani si attestavano a 479.975.880 euro. Già tantissimo, ma la crescita è stata di ben 5,4 milioni, pari a un incremento del +11,28%.

In testa c’è ovviamente Rovigo, con 155,2 milioni di giocate, seguito da Occhiobello con 57,8, Adria con 48,4, Porto Viro con 35,8, Badia con 34,7, Rosolina con 30,3, Lendinara con 254 e Porto Tolle con 16,7.

Guardando alle tipologie di gioco, sorprende ma non troppo il fatto che più della metà dei volumi di gioco sia quella delle macchinette, Awp e Vlt, altrimenti detti videopoker, con volumi per oltre 272 milioni di euro. Rispetto al 2022, c’è stato un aumento delle giocate di ben 1,7 milioni. Ogni polesano, ha giocato in media 1.197 euro ai videopoker e sono solo due i Comuni polesani macchinette free: Crespino e Villamarzana.

Al secondo posto, con un “piatto” di ben 146,7 milioni, cresciuto di oltre il 35% rispetto ai 18,8 milioni del 2022, ci sono quelli definiti come giochi di abilità o skill games che altro non sono che i giochi online prevalentemente di carte, dal poker al blackjack. Al terzo posto, con ben 38,8 milioni, le lotterie istantanee, ovvero i vari gratta e vinci, con un volume in crescita di 3,3 milioni rispetto al 2022, seguito dalle scommesse sportive che hanno visto giocate per 33,5 milioni di euro, dei quali 8,5 milioni giocati in sale scommesse e ricevitorie e 25 milioni giocati sulle piattaforme online. In questo caso l’incremento rispetto a un biennio fa è di 3,5 milioni, il +11,3%. L’incremento maggiore, però è nel betting exchange, letteralmente borsa delle scommesse, dette anche scommesse a interazione diretta tra singoli giocatori, una modalità di scommessa a quota fissa sportiva nella quale i giocatori possono rivestire il ruolo di scommettitore o di banco e il concessionario agisce come intermediario, limitandosi a mettere in contatto, attraverso la piattaforma e in maniera anonima, i singoli scommettitori. Se nel 2022 questa tipologia di gioco valeva 2,9 milioni, lo scorso anno ha visto giocati dai polesani 4,2 milioni, con il +43,74%. Tutto questo ha soppiantato quello che un tempo era il gioco italiano dello sport, ovvero il Totocalcio, rimasto residuale con appena 7.995 euro, 6.234 dei quali giocati in ricevitoria e solo 1.761 online, in netto calo rispetto ai 25.458 euro del 2022, a testimonianza di una platea tendenzialmente avanti con l’età e rimasta legata alla schedina. Sempre in calo un altro dei pilastri dell’azzardo legale del secolo scorso: i cavalli. Le scommesse ippiche in agenzia sono passate dai 463.209 euro del 2022 ai 63.2416 euro del 2024, mentre l’ippica nazionale da 189.667 a 143.849 euro.

In calo anche il bingo, che ha visto comunque giocati 3,8 milioni, il -13,6% rispetto ai 4,4 del 2022, e che resta quasi unicamente legato alla sala bingo di Rovigo, con 3,4 milioni di giocate, mentre la quota online è residuale, appena 440mila euro.

Gode invece di ottima salute il lotto, che sale a 20,4 milioni dai 18,2 del 2022, mentre il Superenalotto con 5,8 milioni cala leggermente, erano 6,1 milioni nel 2024, a differenza dell’Eurojackpot che si attesta però su volumi di soli 273mila euro rispetto ai 235mila del 2022. Non sembra invece aver preso troppo piede il Winforlife, con 140.793 euro, in calo rispetto ai 161.207 del 2022, né, tanto meno, il nuovo PlayYourDate con giocate di appena 175,50 euro. Poi, la cara vecchia “lotteria Italia”, con 42mila euro di biglietti venduti.

Infine, una fetta importante se la ritagliano anche i giochi cosiddetti “Comma 7”, dal testo di legge che li regolamenta, che altro non sono che i giochi senza vincita in denaro, dai vecchi flipper ai più “nuovi” videogiochi con 450mila euro.

A proposito di vincita, non si può non considerare che, a fronte di simili volumi c’è anche qualche fortunato che vince. Purtroppo, proprio per l’alea dell’azzardo, non è detto che a incassare di più sia chi spende di più. In ogni caso, il totale delle vincite assomma a 437.980.589. Questo significa che i soldi buttati al vento dai polesani nel 2024 sono stati 96,8 milioni di euro.

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