VOCE
IL PROGETTO
28.07.2025 - 08:00
Le chiavi dell’ex villa di Giancarlo Galan alla Fondazione Essenziale di Rovigo, costola di Zico, la cooperativa sociale che gestisce - tra le altre cose - il cinema Duomo, nel centro città. Nei giorni scorsi l’Agenzia del Demanio ha infatti confermato la concessione di Villa Rodella, a Cinto Euganeo, alla Fondazione Essenziale di Rovigo. Una realtà del terzo settore nata da poco su impulso di Zico, realtà rodigina conosciuta soprattutto per la rigenerazione del cinema teatro Duomo e per i suoi progetti di innovazione in campo sociale.
Fondazione Essenziale, per la verità, non è nata con il progetto di riaprire Villa Rodella. Il progetto originario, sviluppato già dall’estate scorsa, era legato proprio agli spazi attorno al cinema teatro Duomo di Rovigo, che la fondazione vuole recuperare per fare un polo culturale e un progetto capace di mettere al centro lo sviluppo locale, la formazione e la valorizzazione dei talenti. Perché una nuova Fondazione? “Per poter realizzare un progetto più complesso e potenzialmente aprire alla partecipazione di diverse realtà nella sua gestione”, spiegano. Lo scorso autunno, però, l’apertura del bando per la gestione di Villa Rodella ha spinto Zico e la Fondazione a immaginare di portare lì la propria esperienza di rigenerazione di spazi per farne luoghi di comunità. E lo “stile” del progetto che è lo stesso adottato per altri progetti: innanzitutto, un mix equilibrato di sociale, cultura e impresa per realizzare qualcosa di utile per la comunità, ma allo stesso tempo capace di sostenersi economicamente con un’attività imprenditoriale.
“Da qui, ad esempio, il progetto di accoglienza turistica e in prospettiva quello di cohousing. In seconda battuta - dicono ancora dall’ente del terzo settore - al centro del progetto ci saranno da subito reti e collaborazioni anche con associazioni legate al sociale, all’ambiente, alla legalità perché la villa possa diventare un progetto ‘vivo’, coinvolgente, sfaccettato, capace di rappresentare i migliori talenti del territorio in cui sorge. Come per il cinema rodigino, Zico ha sempre tenuto a non intestarsi uno spazio che è invece della comunità. Vale a maggior ragione per la Villa, che il demanio ha voluto restituire alla comunità locale”.
E proprio per questo la Fondazione ha proposto un progetto concreto, ma che rimanesse aperto al cambiamento e si completi nel tempo grazie al dialogo con le comunità limitrofe, “perché Villa Rodella sia di tutti quelli che vogliono aiutare a farla rivivere. Ecco perché - dicono ancora - la Fondazione ha evitato annunci, anticipazioni, rendering, tagli di nastro, conferenze stampa, preferendo invece incontrare ed ascoltare realtà locali o esplorare i piccoli comuni limitrofi per incontrare chi ci vive e ci lavora”.
In questo periodo e fino a settembre, proseguiranno i sopralluoghi con tecnici per capire la situazione degli impianti e degli spazi e pianificare i lavori da fare. Appena possibile, la Fondazione annuncia che aprirà le porte della villa “a chi vuole partecipare con idee e progetti, ma l’obiettivo è poterla aprire al pubblico nelle migliori condizioni già ad ottobre anche solo per visitarla e raccogliere suggestioni e spunti”.
L’investimento complessivo è di quasi 640mila euro, la concessione a canone agevolato dura 45 anni. Le attività che saranno proposte per fare rinascere lo spazio saranno la creazione di ambienti interni ed esterni per la comunità in cui realizzare iniziative a livello locale, spazi per attività culturali non solo locali, incontri, eventi di aggregazione, laboratori, residenze artistiche.
Ci saranno poi proposte per il turismo sostenibile, l’accoglienza, la valorizzazione dei prodotti locali, anche coinvolgendo le scuole. E poi la vera e propria accoglienza, con la realizzazione di un bed and breakfast capace di accogliere turisti in un contesto meraviglioso, immerso nel verde, vicino a sentieri e piste ciclabili. Infine, si vuole arrivare ad un progetto di co-housing in cui l’abitare diventi parte integrante del prendersi cura di uno spazio di comunità.
Si vuole valorizzare anche la storia di una villa che risale alla fine del 1500 e che lega il suo nome a diverse famiglie nobili veneziane, fino all’acquisto da parte dei Rodella, originari di Asiago. “Storia lunga e affascinante, che vale la pena recuperare e fare rivivere anche con iniziative culturali, perché le vicende più recenti siano un brutto capitolo da chiudere per sempre”, concludono dalla Fondazione.
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