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29.07.2025 - 07:00
Il Comune di Rovigo dice sì all’accoglienza di stranieri migranti per i prossimi tre anni e punta a raddoppiare, da 30 a 60, il numero di persone ospitate sul territorio per il periodo che va dal primo luglio scorso al 31 dicembre prossimo. Questo avviene grazie all’ampliamento “di ulteriori 30 posti di accoglienza di carattere ordinario” ottenuto con un apposito decreto dal ministero dell’interno risalente al 17 giugno.
E’ stata approvata giovedì scorso dalla giunta di palazzo Nodari guidata dal sindaco Valeria Cittadin la delibera che dà il via libera alla prosecuzione per il triennio 2026-2028 del progetto Sai, ovvero il “Sistema di accoglienza e integrazione” finanziato dal ministero dell’interno. Il documento vale anche come atto di indirizzo utile per l’avvio di progettualità “inerenti la coprogettazione e cogestione di interventi per l’accoglienza e l’integrazione dei richiedenti protezione internazionale”. In altre parole, grazie al documento votato da sindaco e assessori, l’amministrazione comunale prosegue fino a tutto il 2028 i progetti di accoglienza e integrazione del Sai, con Cittadin che poi procederà alla sottoscrizione della domanda di prosecuzione del progetto, e in più stabilisce le linee di indirizzo da seguire per realizzare tale progetto, coinvolgendo gli enti del terzo settore a partire dal primo gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2028 “con l’obiettivo - si legge nella delibera - di avviare percorsi di accoglienza e di integrazione di richiedenti protezione internazionale e rifugiati”. La procedura indicata per individuare i soggetti da coinvolgere del terzo settore prevede tra le varie cose la “predisposizione di un avviso pubblico di indagine di mercato ai fini della manifestazione di interesse per la coprogettazione con il Comune di Rovigo per la realizzazione di interventi”, la “pubblicazione dell'avviso per un periodo di 15 giorni” e “individuazione di un unico ente del terzo settore che parteciperà ai tavoli di coprogettazione”.
Rovigo è titolare del progetto Sai fin dal 2001 anche se negli anni precedenti ha avuto denominazioni diverse: inizialmente era il “Siproimi” cioè il “sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati”, poi è divenuto “Sprar”, ossia “servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” e dopo ancora “Pna”, programma nazionale asilo. Il progetto Sai gestito da Rovigo, in scadenza il prossimo 31 dicembre, è realizzato in partenariato con il Comune di Adria ed è di carattere ordinario, ovvero è previsto che accolga “persone maggiorenni (uomini o donne) e nuclei monoparentali con eventuali figli minori, per totali 30 beneficiari, di cui 25 accolti nel territorio del Comune di Rovigo e 5 nel Comune di Adria”. Ed è qui che si inserisce il raddoppio dei posti: “Il Comune di Rovigo ha altresì ottenuto, in partenariato con i Comuni di Badia Polesine e di Adria - riporta la delibera - l’ampliamento di ulteriori 30 posti di accoglienza di carattere ordinario”, come detto, per il periodo primo luglio-31 dicembre. La richiesta di prosecuzione del progetto Sai per un ulteriore triennio deve essere presentata da palazzo Nodari entro le 18 di giovedì. E’ questa la scadenza fissata dal ministero per il rinnovo per ulteriori tre anni dei progetti in scadenza “a valere sul Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, allegando un nuovo piano finanziario”.
A questo punto la delibera evidenzia la volontà dell’amministrazione: ovvero “di voler proseguire le attività previste dalla progettualità Sai, categoria ordinari, per il triennio 2026/2028, in partenariato con i Comuni aderenti (attualmente il Comune di Adria), per complessivi 30 posti per l'accoglienza di persone maggiorenni di sesso maschile, nuclei monoparentali e nuclei familiari per un importo previsto di 547.500 euro per ciascuna annualità 2026-2027-2028” per una cifra complessiva di 1.642.500 euro. Gli importi previsti nel piano finanziario preventivo non sono però “da considerarsi definitivi - conclude il documento - si provvederà, in seguito all'approvazione della commissione di valutazione ad iscrivere gli importi progettuali negli appositi capitoli di bilancio per ciascuna annualità”.
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