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“Un’altra occasione persa”

La critica di Cgil, Cisl e Uil

“Un’altra occasione persa”

Due milioni di euro in sei anni. Questo l’importo che Adriatic Lng destinerà al territorio polesano come ristoro, in cambio dell’ampliamento della capacità produttiva del rigassificatore al largo di Porto Viro. Una cifra che, secondo Cgil, Cisl e Uil, non è all’altezza del ruolo che il Polesine svolge nella sicurezza energetica nazionale.

“Il nostro territorio - affermano i sindacati - contribuisce da anni al fabbisogno energetico italiano, ma l’accordo raggiunto in Regione solleva dubbi nel metodo e nel merito”. Le sigle confederali ricordano di aver richiesto, fin dal 2024, un tavolo permanente di confronto, previsto già nel protocollo del 2008, che coinvolgesse tutti gli attori istituzionali ed economici locali. Un confronto che non c’è stato.

Nel gennaio di quest’anno si era tenuto un incontro in prefettura, con Regione, Provincia, Comuni e associazioni del comparto pesca. “Sembrava l’inizio di un dialogo costruttivo - osservano Cgil, Cisl e Uil - ma poi è calato il silenzio, fino all’annuncio dell’accordo”.

Secondo i sindacati, 2 milioni in sei anni (circa 340mila euro l’anno) sono una cifra “modesta” rispetto alla redditività dell’impianto e all’impatto ambientale e sociale sul territorio.

Perplessi anche sulla gestione dei fondi, affidata all’Ente Parco: “Avevamo proposto As2, soggetto più idoneo per competenza e ruolo operativo. Ancora una volta - concludono - il Polesine si presenta diviso, perdendo un’occasione di crescita condivisa”.

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